Trovati buchi neri “di piccola taglia” …!

Hubble ha trovato, finalmente i buchi neri di mezza taglia, ma ha dovuto cercare al centro di due ammassi globulari (ammassi di stelle piuttosto vecchie) per trovare due buchi neri, migliaia di volte piu’ massicci del Sole.

Gli ammassi globulari in questione, M15 e G1, sono formati da centinaia di migliaia di stelle. Da recenti indagini, pare che oltre alle stelle, essi ospitino, all’interno del loro nucleo denso di oggetti stellari, anche una classe di buchi neri di “taglia intermedia”. Tramite spettroscopia, gli astronomi hanno scoperto infatti che le stelle che orbitano intorno ai nuclei di questi ammassi globulari presentano velocita’ orbitali peculiarmente elevate, il che suggerisce la presenza al centro degli ammassi, di buchi neri massicci.



Immagine artistica di un buco nero in un ammasso globulare (Credits: NASA)

Dall’analisi delle velocita’ stellari, la massa del buco nero in M15 dovrebbe essere circa 4000 volte quella del Sole, mentre per il buco nero in G1, ammasso globulare assai piu’ grande, si avrebbero valori di massa di circa 20000 volte superiori a quella solare.

Riguardo gli ammassi in questione, va detto che mentre M15 e’ uno dei circa 150 ammassi globulari che si trovano nell’alone della nostra galassia, ed e’ localizzato a circa 32000 anni luce dalla Terra, G1 appartiene invece alla nostra vicina Andromeda, e dista da noi poco piu’ di due milioni di anni luce.

Tale scoperta e’ importante perche’ dovrebbe portare ad una migliore comprensione delle modalita’ di formazione delle galassie e degli ammassi globulari stessi, ambienti contenenti le stelle piu’ vecchie nell’universo: se questi ammassi presentano infatti buchi neri al presente, tanto piu’i buchi neri saranno stati presenti all’epoca della loro formazione, circa 10 miliardi di anni fa. Cio’ contribuisce senza dubbio a chiarire il quadro per molti versi complesso, della formazione ed evoluzione delle galassie e degli ammassi globulari in esse contenuti.

Per approfondimenti:



Press release HST

Credits: Alfonso Mantero, Marco Castellani

Pubblicato da

Marco Castellani

Ricercatore astronomo, appassionato di letteratura, musica, computer e programmazione. Marito, papà  di quattro. http://www.marcocastellani.me

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