Lo spettro in banda X aiuta a capire se i buchi neri ruotano…

Osservazioni condotte dalle sonde Chandra e XMM-Newton di atomi di ferro nel gas caldo che circonda tre buchi neri stellari, ha permesso agli astronomi di intestigare gli effetti gravitazionali della rotazione in questi oggetti peculiari…

Il punto e’ che, come mostrato nella figura qui sotto, la gravita’ di un buco nero influenze la distribuzione di energia in banda X degli atomi di ferro: nella figura a destra, corrispondente alla situazione di un buco nero ruotante, si vede che lo spettro in banda X e’ sensibilmente spostato verso le basse energie.



Distribuzione di energia in banda X per un buco nero non-ruotante (sinistra) e ruotante (destra). Si noti la differenza nelle distribuzioni alle basse energie…

Credit: Illustration: NASA/CXC/M.Weiss; Spectra: NASA/CXC/SAO/J.Miller et al.


L’interesse di questa ricerca e’ anche quello di aver stabilito una importante correlazione tra i buchi neri
“stellari” e quelli “supermassivi”.

Difatti, il comportamento del gas circostante i buchi neri, come pure altri bizzarri effetti gravitazionali osservati nelle loro vicinanze,e’ simile a quello osservato vicino a buchi neri “supermassivi” (come quelli sovente ospitati dalle galassie nel loro centro). I buchi neri stellari, dunque, risultano “convenienti modelli” da studiare per comprendere il funzionamento dei loro “cugini” ben piu’ massicci…


Link:

la

press release
disponibile sul sito di Chandra

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Autore: Marco Castellani

Ricercatore astronomo, appassionato di letteratura, musica, computer e programmazione. Marito, papà  di quattro. http://www.marcocastellani.it