Studi di supernovae confermano l’espansione “accelerata” dell’universo

Sono ben undici le supernovae di “tipo Ia” studiate con il telescopio Hubble, che portano nuove informazioni sull’espansione dell’universo, secondo gli ultimi risultati del Supernova Cosmology Project (SCP).

L’articolo scientifico con i risultati dell’indagine e’ in corso di pubblicazione sulla rivista Astrophysical Journal, e la versione preprint e’ comunque gia’ disponibile in rete.

Le curve di luce e gli spettri di undici supernovae lontane costituiscono un “insieme di dati incredibilmente bello, il piu’ esteso finora raccolto esclusivamente dallo spazio”, dice Saul Perlmutter, un astrofisico al Lawrence Berkeley National Laboratory, a capo del progetto SCP (il progetto e’ una collaborazione internazionale di ricercatori di diversi paesi),

Com’e’ noto da tempo agli astronomi, le supernovae di “tipo Ia” sono tra le migliori “candele standard”, poiche’ sono assai simili tra loro per brillantezza. Tale caratteristica permette una valutazione accurata della loro distanza, aspetto assai importante, unito al fatto non trascurabile che esse sono cosi’ luminose che si possono vedere a miliardi di anni luce di distanza.



Le immagini di supernovae fatte da HST, essendo acquisite fuori dall’atmosfera terrestre, risultano assai piu’ definite di quelle prese da Terra, e di conseguenza permettono una misurazione della distanza decisamente piu’ accurata!

Credit: Berkeley Lab News



I nuovi risultati rinforzano l’importante scoperta, annunciata dal Supernova Cosmology Project gia’ nel 1998, che l’espansione dell’universo e’ in accelerazione, a motivo di una “misteriosa” energia che pervade lo spazio, dando impulso all’espansione stessa.


Credit:


Berkeley Lab Research News

Pubblicato da

Marco Castellani

Ricercatore astronomo, appassionato di letteratura, musica, computer e programmazione. Marito, papà  di quattro. http://www.marcocastellani.me

2 commenti su “Studi di supernovae confermano l’espansione “accelerata” dell’universo”

  1. E’ oggettivamente difficile accettare un Universo in espansione che contemporaneamente mostra proprietà attrattive/collassanti a livello globale, in forma di gravità. E recenti misurazioni su supernove lontane Ia, utilizzate come candele standard, hanno dimostrato che l’Universo sta effettivamente accelerando, fatto questo che è contro la teoria della nostra presunta attuale espansione post Big Bang, in quanto, dopo che l’effetto di una esplosione è cessato, le schegge proiettate si propagano, sì, in espansione, ma devono farlo ovviamente rallentando, non accelerando.

    Insomma, se la materia mostra attrazione reciproca in forma di gravità, allora siamo in un Universo armonico oscillante in fase di contrazione, che si sta contraendo tutto verso un punto comune che è il centro di massa di tutto l’Universo. Forse, al momento, ogni osservatore può essere il centro.

    Infatti, l’accelerare verso il centro di massa ed il mostrare proprietà attrattive gravitazionali sono due facce della stessa medaglia. Inoltre, tutta la materia intorno a noi mostra di voler collassare: se ho una penna in mano e la lascio, essa cade, dimostrandomi che vuole collassare; poi, la Luna vuole collassare nella Terra, la Terra vuole collassare nel Sole, il Sole nel centro della Via Lattea, la Via Lattea nel centro del suo ammasso e così via, e, dunque, anche tutto l’Universo collassa. No?

    Ma allora come si spiegherebbe che vediamo la materia lontana, intorno a noi, allontanarsi e non avvicinarsi? Beh, facile: se tre paracadutisti si lanciano in successione da una certa quota, tutti e tre stanno cadendo verso il centro della Terra, dove poi idealmente si incontreranno, ma il secondo paracadutista, cioè quello che sta in mezzo, se guarda in avanti, vede il primo che si allontana da lui, in quanto ha una velocità maggiore, poiché si è buttato prima, mentre se guarda indietro verso il terzo, vede anche questi allontanarsi, in quanto il secondo, che sta facendo tali rilevamenti, si è lanciato prima del terzo, e dunque ha una velocità maggiore e si allontana dunque pure da lui. Allora, pur convergendo tutti, in accelerazione, verso un punto comune, si vedono tutti allontanarsi reciprocamente. Hubble era un po’ come il secondo paracadutista che fa qui i rilevamenti. Solo che non si accorse dell’esistenza della accelerazione di contrazione come background.

    A tale scenario, ogni tanto, oppongono l’obiezione secondo cui per due paracadutisti perfettamente paralleli, ossia uno di fianco all’altro, l’allontanamento non ci sarebbe. Beh, questa è una situazione limite che è la classica eccezione che conferma la regola. Nella Legge di Hubble per l’Universo in espansione, invece, le eccezioni manco si contano e la Legge di Hubble è violata quotidianamente!

    1. Caro Leonardo,

      intanto, grazie per aver ripreso e commentato un post che non è proprio recentissimo, anzi risale al 2003! E’ bello vedere che questi post sono comunque letti, ripresi, meditati,

      Nel merito la notizia era effettivamente una notizia “bomba”, e credo che proprio a questa potremmo tornare per dipanare alcune delle considerazioni che svolgi nel tuo articolato commento.

      Nel complesso, direi che la scoperta di questa espansione accelerata, ci ha costretti a rimodulare abbastanza, come dici anche tu, l’idea che avevamo di un Universo che piano piano “rallenta” il suo moto espansivo a motivo dell’attrazione gravitazionale che appunto, vorrebbe che gli oggetti “collassassero” uno sull’altro.

      Invece, dobbiamo pensare queste due tendenze – quella ad espandersi e quella a contrarsi – simultaneamente all’opera, semplicemente su scale diverse. E credo che questo possa risolvere molte se non tutte le contraddizioni che tu indichi.

      Su scale più estese, l’evidenza è che – secondo la teoria, a motivo dell’energia oscura – vi sia realmente una espansione accelerata, che escluderebbe ogni modello di successiva contrazione del cosmo (quali invece apparivano popolari fino a qualche anno fa).

      Su scale più piccole, certo la gravità rimane comunque la forza principale, e questo spiega una serie innumerevole di fenomeni quali l’orbita dei pianeti intorno alle stelle, e tutti i casi di esperienza comune, in cui le masse esercitano quasi incontrastate la loro attrazione gravitazionale.

      Siamo ben incollati alla Terra, dunque. In un Universo che intanto, si espande in modo superiore a quanto fino a ieri potevamo pensare.

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