Chimica e addensamenti di materia nelle nebulose planetarie.

Chimica e addensamenti di materia nelle nebulose planetarie. Presenza di composti organici e loro possibile immissione nell’ambiente interstellare. ? stata studiata la chimica della materia presente nel lento vento durante la transizione di una stella dalla fase di gigante asintotica (AGB) a quella di nebulosa protoplanetaria (PPN) e di nebulosa planetaria (NB).Si dimostra che esiste una ricchissima chimica di prodotti chimici (del tipo O, C, CO e idrocarburi) di degradazione creati da processi fotochimici guidati dal graduale rafforzamento del campo di radiazione della stella centrale.  

La maggior parte di questi prodotti sono, tuttavia, fotodissociati durante la fase PPN se il vento ? omogeneo.  Al contrario, se il vento ? turbolento, possibilmente a causa di un ambiente disomogeneo nell’atmosfera della stella AGB, molti di questi prodotti di degradazione sopravvivono nella fase di nebulosa planetaria.  Pertanto la chimica pu? essere impiegata per dedurre l’esistenza di disomogeneit? nella fase AGB di una stella.  Abbiamo identificato potenziali traccianti molecolari e abbiamo notato che, nel caso di disomogeneit?, molte molecole possono sopravvivere al trasporto dall’atmosfera stellare al medium interstellare.  Abbiamo dunque fatto un elenco di molecole che possono rappresentare tracce di tale disomogeneit?.  Il benzene sopravvive alla transizione alla fase di nebulosa planetaria, suggerendo che qualche molecola di lunga vita possa sopravvivere fino al punto di essere espulsa nel generale medium interstellare.  Una comparazione dei dati teorici con le osservazioni suggerisce che questo modello pu?, agli stadi PPN e di giovane PN, predire correttamente l’abbondanza di molte specie molecolari all’interno di un ordine di grandezza.  Agli stadi successivi il modello sottostima severamente l’abbondanza di alcune molecole a catena corta.  Pertanto lo scudo molecolare negli addensamenti pu? essere pi? efficace di quanto sia descritto in questo semplice modello.Abbiamo comparato i risultati ottenuti con il nostro modello con le osservazioni di tre oggetti a differenti stadi di evoluzione: CRL618, NGC 7027 e la nebulosa Helix (NGC 7293).




Fonte della notizia e links:
http://arxiv.org/abs/astro-ph/0308098 – Articolo in forma di “Preprint”

Monthly Notices of the Royal Astronomical Society – La rivista dove e' pubblicato il lavoro

Una suggestiva immagine della Helix Nebula sul sito Hubblesite

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Autore: Marco Castellani

Ricercatore astronomo, appassionato di letteratura, musica, computer e programmazione. Marito, papà  di quattro. http://www.marcocastellani.me