Quel mistero della stella esplosa…

L’anno passato, la stella V838 dell’Unicorno, una stella dal comportamento normale, ha brillato violentemente tre volte e gli astronomi sono in imbarazzo per spiegare il perch?.

L’ultima spiegazione ? che espandendosi, la gigante rossa abbia inghiottito tre pianeti gassosi che le orbitavano attorno. Gli astronomi stanno attentamente studiando le osservazioni per capire se quanto ? accaduto a quei tre pianeti potr? un giorno accadere alla Terra.

V388dell’Unicorno ? situata a circa 20.000 anni luce nella costellazione dell’Unicorno. I lampi di luce erano stati osservati l’anno scorso dall’astronomo dilettante australiano Nicholas Brown. La stella aveva brillato 600.000 volte la luminosit? del Sole. In precedenza gli astronomi erano stati incapaci di spiegare cosa avesse trasformato una debole stella nella pi? brillante, affascinante, supergigante rossa della Via Lattea. L’Hubble Space Telescope’s Advanced Camera for Surveys aveva registrato per la prima volta una drammatica immagine che rivelava un lampo di luce lanciato nello spazio e riflesso da un guscio di polvere attorno alla povera stella. Adesso, in una ricerca che sta per essere pubblicata nella rivista Montly Notices della Royal Astronomic Society, il Dr. Alon Retter e il Dr. Ariel Marom, dell’Universit? di Sidney, hanno suggerito che l’attivit? pu? essere spiegata dall’espansione della stella che ha causato l’inglobamento di tre pianeti a lei vicini.
Tre pianeti, tre bocconi.
I ricercatori affermano che V 838 dell’Unicorno ? esplosa perch? essa ? stata rifornita di carburante dall’inglobamento dei tre pianeti. Potrebbe essere stata la prima evidenza di un evento previsto in teoria ma mai osservato.

Una prova di questo ragionamento, dicono gli astronomi, ? data dallo studio dello spettro di luce e dalla comparazione delle propriet? osservate della stella e alcuni studi teorici. In aggiunta all’energia gravitazionale generata dal processo, potrebbe esserci stato un rapido rilascio di energia nucleare quando idrogeno “fresco” ? arrivato nella regione stellare che bruciava idrogeno. Alcuni ricercatori ritengono che l’inglobamento di pianeti sia una cosa normale e che potrebbe spiegare perch? cos? tante stelle abbiano un incremento di “metalli” nelle loro regioni superficiali –ricordiamo che per gli astrofisici sono metalli tutti gli elementi chimici pesanti, diversi cio? da idrogeno ed elio-. I metalli potrebbero essere arrivati da pianeti inghiottiti.

Link:

http://news.bbc.co.uk/1/hi/sci/tech/3113468.stm

Pubblicato da

Marco Castellani

Ricercatore astronomo, appassionato di letteratura, musica, computer e programmazione. Marito, papà  di quattro. http://www.marcocastellani.me

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