“Nuovi” ammassi globulari nel gruppo di galassie dello Scultore

Sono state analizzate immagini acquisite al telescopio CTIO di 4 metri, al fine di identificare candidati di ammassi globulari nelle sei maggiori galassie del gruppo dello “Scultore”: ben 19 i “nuovi” ammassi individuati.

Questa ricerca (disponibile da oggi in rete sotto forma di
preprint
, e destinata alla pubblicazione sulla rivista “Astronomical Journal”), porta a 36 il numero complessivo di ammassi globulari conosciuto nel gruppo di galassie dello Scultore.

Gli ammassi globulari sono degli “addensamenti” a forma pressoche’ sferica di centinaia di migliaia di stelle, perlopiu’ piuttosto vecchie… nella nostra Galassia se ne contano circa 150, variamente disseminati nell’alone galattico.

Come appaiono dunque ammassi di altre galassie rispetto ai nostri, e’ materia di estremo interesse per gli astronomi, anche per quello che puo’ dirci sulle caratteristiche dei diversi ambienti galattici che ospitano tali sistemi.

Come sottolineano gli autori dell’articolo, dalle osservazione degli ammassi globulari extragalattici constatiamo quanto sia ampia la varieta’ di processi dai quali essi si formano. Ad esempio, le galassie ellittiche probabilmente formano i loro sistemi di ammassi globulari in conseguenza di incontri “ravvicinati” ed eventi di fusione con altre galassie, laddove galassie a spirale (come la Via Lattea), verosimilmente formano i loro ammassi dal progressivo collasso gravitazionale di nubi di gas e polveri diffuse nell’alone galattico (come piccole “protogalassie”)

I dati presentati in questo lavoro, a firma di A.G. Olsen e collaboratori, permettono di condurre per la prima volta un dettagliato
confronto tra il sistema di ammassi globulari della Via Lattea e quello del sistema di galassie dello Scultore.

Che possiamo dire dunque sugli ammassi globulari nel gruppo dello Scultore, alla luce di queste ricerche? Intanto, i “nuovi” ammassi scoperti, dalle analisi spettroscopiche (i colori della luce che da essi proviene) hanno eta’ consistenti con quelli della Via Lattea (dunque, circa 13 miliardi di anni), e la maggior parte di essi e’ povera di elementi pesanti (altra caratteristica in comune con gli ammassi “nostri”). Interessanti anche le analisi cinematiche condotte sugli ammassi stessi, ed il quadro complessivo che emerge (che qui possiamo soltanto accennare), che pare rafforzare lo scenario che vuole che la prima “generazione” di ammassi globulari si sia formata nei dischi galattici, e non negli aloni, come tradizionalmente si ritiene.


Le galassie nel gruppo dello Scultore, come viste dal CTIO. In rosso gli ammassi globulari idenfiticati da questo nuovo lavoro
(dall’articolo citato, Fig. 1)


Link:

http://babbage.sissa.it/abs/astro-ph/0401619

Pubblicato da

Marco Castellani

Ricercatore astronomo, appassionato di letteratura, musica, computer e programmazione. Marito, papà  di quattro. http://www.marcocastellani.me

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