Alla ricerca della “dark energy”…

“Un gran numero di recenti dati osservativi suggerisce con decisione che noi viviamo in un universo piatto, in accelerazione, composto per circa 1/3 da materia (barionica + “oscura”) e per i restanti 2/3 da una componente esotica, chiamata usualmente “energia oscura” o “quintessenza”…

…Cosi' si apre l'abstract di un interessante articolo di J.A.S. Lima (Istituto di Astronomia, Geofisica e Scienza Atmosferica, San Paolo, Brasile), “Alternative Dark Energy Models: An Overview”, disponibile in forma  di preprints al sito

http://babbage.sissa.it/abs/astro-ph/0402109

Dalla lettura dell'articolo, si comprende come non siano pochi i dati osservativi che puntano verso questo nuovo paradigma della cosmologia attuale: tra questi vanno inclusi difatti, le osservazioni delle curve di luce delle supernovae, le anisotropie del fondo cosmico di microonde (quelle piccole fluttuazioni presenti nell'universo primordiale, che come sappiamo hanno dato luogo alla formazione delle strutture come galassie ed ammassi di galassie), la struttura a larga scala,  i dati in banda X provenienti dagli ammassi di galassie, e i dati provenienti dalle osservazioni di galassie “vecchie” ad alto redshift (dunque, le piu' lontane).

E' assai interessante notare come questo nuovo “scenario” sembra “riconciliare” tra loro  le prescrizioni note da tempo provenienti dalla cosmologia teorica – in particolare, quelle del cosiddetto modello inflazionario (la cui versione “standard” da tempo predice che l'universo sia piatto), con quanto si deduce dalla cosmologia osservativa.

Naturalmente, molto ancora resta da comprendere: in particolare, da questi modelli viene lo stimolo ad approfondire gli studi per capire  quanta energia “oscura” sia presente nell'universo (e ribadiamo che il termine “oscura” qui val semplicemente per “non conosciuta”), e quale sia la sua natura. Su quest'ultimo aspetto in particolare, vi e' davvero molto da capire ancora: secondo l'autore dell'articolo, da un'analisi nella recente letteratura scientifica, si desume come almeno cinque candidati per l'energia oscura siano stati proposti nel contesto della relativita' generale.

Insomma, i tempi attuali sono davvero eccitanti per chi si interessi di cosmologia: il “nuovo invisibile attore” che infatti e' appena entrato in scena (l'energia oscura), per quanto preservi diversi aspetti del quadro “standard” della cosmologia “tradizionale”, non era stato predetto dal modello standard della fisica delle particelle… e potrebbe alterare profondamente il modo in cui siamo abituati a concepire lo spazio-tempo e la materia. 

M.C.

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Autore: Marco Castellani

Ricercatore astronomo, appassionato di letteratura, musica, computer e programmazione. Marito, papà  di quattro. http://www.marcocastellani.me