Vita microbica in bacini salini

Un gruppo di scienziati europei, cui partecipa anche personale dell?universit? di Milano [1], hanno scoperto una comunit? di microrganismi in uno degli ambienti pi? salati della Terra, i bacini di sale ultra-saturi nel Mar Mediterraneo….

Il progetto BIODEEP si propone lo studio dei profondi bacini anossici ultra salini (deep-sea hypersaline anoxic basins o DHABs) presenti nel Mediterraneo orientale (i bacini di sale dell’Atalante, di Bannock, di Discovery e di Urania), situati a oltre 500 metri sotto la superficie del mare. Lo studio fa parte del progetto BioDeep, una collaborazione fra diversi gruppi di ricerca europei.
Le rilevazioni sono state condotte con il veicolo sottomarino MODUS (MObile Docker for Underwater Sciences) per recuperare campioni d’acqua e di sedimenti dai siti individuati. Una volta analizzati, i campioni hanno rivelato la presenza di DNA, dimostrando la presenza di forme di vita in particolare di microrganismi del tipo barofilo, alofilo ed anaerobbico. Dal sequenziamento dei frammenti di DNA ritrovati, gli autori hanno scoperto circa 50 specie di batteri finora sconosciuti, oltre a 20 nuove specie di microbi primitivi (archeobatteri).
“Sembra che, finch? sia presente acqua in un ambiente, ci siano pochi limiti alla vita microbica”, ha commentato Kevin Purdy dell’Universit? di Reading, esperto di organismi amanti del sale. Lo studio ? stato pubblicato sulla rivista Science [2].
La costituzione di questi bacini ultra-alcalini ? iniziata, nell?area dell?attuale Mediterraneo, circa sei milioni di anni fa. Il vasto mare chiuso formatosi con la chiusura dello stretto di Gibilterra si era pian piano prosciugato. Con il tempo, i sedimenti che andavano a depositarsi all?interno di questa ?pozza? aumentavano la concentrazione e la salinit?. La riapertura del varco di comunicazione con l?oceano Atlantico aveva formato l?attuale bacino del Mediterraneo, ma con un residuo salino molto maggiore rispetto a quello degli invasi e degli oceani circostanti. I luoghi dove questi depositi sottomarini si trovano risultano ulteriormente alcalini, con un contenuto fino a 476 grammi di cloruro di magnesio per litro. Si pensava che in simili condizioni la vita non potesse esistere: l’acqua salmastra densa e viscosa, risucchierebbe inesorabilmente le molecole d’acqua fuori da qualsiasi cellula. Ma anche in queste condizioni alcune forme di vita primitive (?) riescono a vivere e prosperare.
I risultati provenienti dai carotaggi e dai prelievi saranno poi analizzati in 7 differenti laboratori europei per assicurare qualit? e riferibilit? dei risultati stessi. Lo scopo principale ? la costituzione di un data base in grado di poter essere utilizzato in vari campi di ricerca come ad es. quello microbiologico, genetico, alimentare o tecnologico e per un confronto con eventuali forme di vita scoperte fuori da nostro pianeta.

[1] www.geo.unimib.it/BioDeep/Project.html
[2] www.scienceonline.org

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Autore: Marco Castellani

Ricercatore astronomo, appassionato di letteratura, musica, computer e programmazione. Marito, papà  di quattro. http://www.marcocastellani.it