Licheni nello spazio

Un esperimento dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha dimostrato che alcune specie di licheni ? per questo esperimento sono state usate le specie Rhizocarpon geographicum e Xanthoria elegans – possono sopravvivere nello spazio senza protezione, anche nelle condizioni pi? ardue….

I licheni, una simbiosi fra alghe e funghi, si trovano di solito sulla superficie delle rocce terrestri e possono sopravvivere in ambienti estreme come sulle montagne ad elevate latitudini. Da ora sono anche la pi? complessa forma di vita ad essere sopravvissuta a una prolungata esposizione nello spazio.

Le due specie di licheni sono state sigillate in una capsula e lanciate a bordo di un razzo Soyuz, il 31 maggio 2005. Una volta in orbita attorno alla Terra, il coperchio del contenitore si ? aperto e i campioni sono stati esposti all’ambiente spaziale per circa 15 giorni, prima che la capsula si richiudesse e tornasse sulla Terra.

I licheni sono rimasti nel vuoto dello spazio a temperature che variavano da -20 ?C (sul lato notturno della Terra) a +20 ?C (sul lato illuminato dal Sole). Sono inoltre stati esposti alla radiazione ultravioletta del Sole. “Con nostra grande sorpresa – ha commentato Rene Demets, che lavora al progetto Foton dell’ESA – dopo il volo i licheni si trovavano esattamente nello stato precedente alla partenza”.

Demets ha dichiarato alla rivista “New Scientist” che nello spazio i licheni sono “andati in letargo” e hanno arrestato il proprio metabolismo, ma che una volta tornati sulla Terra hanno ricominciato la propria normale attivit?: il loro DNA non sembra essere stato danneggiato.

I licheni sono composti da organismi individuali stratificati l’uno sopra l’altro, e dunque gli strati esterni potrebbero aver fornito protezione alle cellule sottostanti. Gli organismi si erano gi? rivelati in grado di resistere ad alti livelli di radiazione UV sulla Terra.

L’esperimento potrebbe dare nuovo sostegno alla teoria della panspermia, secondo la quale la vita potrebbe essere trasportata da un pianeta all’altro, magari a bordo di un asteroide. Suggerisce inoltre che organismi simili ai licheni possano sopravvivere sulla superficie di Marte, almeno durante le stagioni estive del pianeta.


www.esa.int
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Autore: Marco Castellani

Ricercatore astronomo, appassionato di letteratura, musica, computer e programmazione. Marito, papà  di quattro. http://www.marcocastellani.me