NASA collauda la potenza dello sviluppo open

NASA ricerca volontari. Requisiti necessari: nutrire una passione per la programmazione, e condividere la filosofia del software open source. Il nuovo progetto si chiama CosmosCode e sarà un incubatore di innovazione, una piattaforma aperta alla collaborazione di aziende, di comunità e di singoli sviluppatori…

CosmosCode, rivela Wired, è stato lanciato in sordina lo scorso anno nell’ambito del programma CoLab, improntato all’apertura e alla ricerca di sinergie con l’imprenditoria della Silicon Valley. I primi sviluppatori di CosmosCode si sono stabiliti presso la Space CoLab Island nel metamondo di Second Life, con l’intento di guadagnare visibilità e di sondare il terreno riguardo alle adesioni da parte di volontari ed imprese.

“CoLab sta costruendo un’infrastruttura che incoraggi e faciliti la partecipazione diretta ai progetti e ai programmi NASA da parte di pubblico talentuoso e interessato”, annuncia Robert Schingler, project manager di NASA CoLab. NASA, infatti, renderà disponibile, e aperto, il codice che aveva accompagnato le missioni del passato, affinché possa essere riusato e ricombinato, in vista di progetti futuri. Gli interessati potranno convergere su uno spazio appositamente approntato dall’agenzia spaziale, che offrirà guide, Wiki, strumenti di social networking per mettere in comune competenze e idee, per lavorare in maniera collaborativa sul codice condiviso.

CosmosCode sarà una comunità di apprendimento aperta e basata su una wishlist che annovererà numerosi software, da quelli gestionali, per l’organizzazione delle missioni, a quelli destinati ad affiancare il volo. Gli organizzatori scommettono che le comunità emergeranno, si auto-organizzeranno in base agli obiettivi, coinvolgendo individui ed istituzioni, aziende e agenzie spaziali in una peer production incentrata sugli obiettivi e sui codici socializzati.

Lo scopo del progetto? Innanzitutto osservare come le dinamiche flessibili e collaborative proprie della filosofia “open” possano giovare in termini di produttività e in termini economici a progetti tradizionalmente elefantiaci e burocratizzati. CosmosCode, inoltre, incoraggerà la comunicazione e la condivisione tra gli esperti NASA e gli attori esterni, che rappresentano una forza-lavoro entusiasta, che spesso vantano un patrimonio di idee e intuizioni scaturite dalla passione. Personalità che potranno formarsi e guadagnare competenze da spendere presso aziende e istituzioni, o presso la stessa agenzia spaziale americana.

Apertura e trasparenza non sono attributi tradizionali di organizzazioni burocratizzate e circondate da un alone di segretezza come la NASA. Ma gli organizzatori sostengono che creando un ecosistema aperto ai contributi di imprese e volontari possa rivelarsi fruttuoso, e possa sensibilizzare anche le alte gerarchie nei confronti di una cultura imprenditoriale aperta e collaborativa.

Del resto, se CosmosCode costituisce la prima “chiamata alle armi” ufficiale dell’agenzia spaziale americana, non mancano progetti NASA che si offrono all’affinamento da parte delle comunità di utenti e sviluppatori, quali World Wind e Java Pathfinder, il cui codice è rilasciato sotto licenza NASA Open Source Agreement, che invita all’uso e al riuso, alla modifica e alla distribuzione.

Gaia Bottà

Pubblicata su licenza Creative Commons da parte di Punto Informatico

Pubblicato da

Marco Castellani

Ricercatore astronomo, appassionato di letteratura, musica, computer e programmazione. Marito, papà  di quattro.
http://www.marcocastellani.me

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