In caccia dei buchi neri… più veloci!

Alcuni astronomi si sono dedicati ad una indagine piuttosto difficile: la caccia ai buchi neri espulsi dal centro delle loro galassie! In realtà, taluni dubitano perfino che la ricerca abbia un obiettivo “esistente”, visto che sappiamo che un buco nero deve “rubare” materia da un disco di accrescimento, per emettere (sia pure indirettamente) radiazione luminosa, e dunque poter essere individuabile dai ricercatori.

Tuttavia…

…se il buco nero viene espulso dalla sua galassia e gettato negli “spazi aperti”, c’e’ da chiedersi se il disco di accrescimento possa andar via con lui, o piuttosto se rimane indietro…

Adesso arrivano dei nuovi calcoli, da parte del teorico Avi Loeb (Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics), che danno ai “cacciatori di buchi neri”, ragionevoli speranze che la loro ricerca possa avere dei frutti. Loeb ha mostrato, infatti, come in genere un buco nero espulso dal centro di una galassia, possa ben portare con se anche il suo disco di accrescimento, e dunque rimanere “alimentato” e visibile anche per diversi milioni di anni.

“La materia nel disco (di accrescimento) ruota intorno al buco nero molto più velocemente del valore tipico della velocità di espulsione del buco nero stesso.Questo implica che la materia sia così strettamente legata che può seguire il buco nero come un gregge di pecore segue il pastore”, ha detto Loeb al proposito.

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Nello scenario esaminato da Loeb, due galassie entrano in progressiva collisione e alla fine si fondono. Allora i buchi neri ruotanti, di grande massa, presenti al centro delle rispettive galassie, si fondono, emettendo fasci di radiazione gravitazionale in particolari direzioni. Le simulazioni al computer mostrano come il momento netto trasportato dalla radiazione fornisce al buco nero risultante una forte spinta nella direzione opposta al fascio di radiazione gravitazionale. In questo modo, il buco nero può acquisire una velocità considerevole, tale da permettergli di traversare una intera galassia nel tempo (cosmologicamente assai breve) di appena dieci milioni di anni…!

CfA Press Release

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Autore: Marco Castellani

Ricercatore astronomo, appassionato di letteratura, musica, computer e programmazione. Marito, papà  di quattro. http://www.marcocastellani.it