Scoperta una nuova classe di Nuclei Galattici Attivi

Un team internazionale di astronomi, utilizzando il satellite Swift e l’osservatorio in banda X Suzaku,
ha scoperto una nuova classe di Nuclei Galattici Attivi.

Al giorno d’oggi, si potrebbe pensare che ormai gli astronomi abbiano catalogato tutte le differenti categorie di
Nuclei Galattici
Attivi
(AGN, dalla terminologia inglese) esistenti nell’Universo… ma pare non sia affatto così! Gli AGN sono nuclei di galassie sede di fenomeni straordinariamente energetici, che si ritiene siano alimaentati da un buco nero di grande massa al loro centro.
Oggetti di tipo AGN come quasar,
blazar, e
galassie di Seyfert sono sicurament tra i più luminosi nell’Universo, tanto che spesso
risultano produrre l’energia di miliardi di stelle, da una regione non più grande del nostro Sistema Solare…




Nella classe di AGN appena scoperta, il disco ed la struttura toroidale che circondano il buco nero, sono così
oscurati da gas e polveri che la luce non riesce ad uscire, il che ha reso assai ardua la loro scoperta…

Credits: Aurore Simonnet, Sonoma State University.

Utilizzando i telescopi Swift e Suzaku, un team di astronomi ha appena scoperto che una classe di AGN che sembrerebbe piuttosto
comune, è riuscita a rimanere “nascosta” fino ad ora. Tali oggetti sono fortemente nascosti da gas e polveri tanto che in pratica non riusciamo a percepire da essi alcuna radiazione luminosa. “Questa è una scoperta importante, perchè ci aiuterà
a capire come mai alcuni buchi neri supermassivi brillano ed altri invece no”
, ha detto Jack Tueller, membro del team e del NASA’s Goddard Space Flight Center a Greenbelt.

A motivo della peculiarità di questa classe di AGN, la scoperta è stata possibile solo analizzando la radiazione in banda X
proveniente da questi oggetti, che riesce ad attraversare i fitti strati di gas e polveri che li circondano. Il lavoro
che riferisce della scoperta
compare nel numero in uscita oggi della prestigiosa rivista “Astrophysical Journal Letters”(è già in rete il sommario dell’articolo scientifico originale).



NASA Press Release

Pubblicato da

Marco Castellani

Ricercatore astronomo, appassionato di letteratura, musica, computer e programmazione. Marito, papà  di quattro. http://www.marcocastellani.me

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