La strana pulsar nella la Nebulosa del Granchio…

Nel 1054, astronomi arabi e cinesi notarono una “nuova” stella brillare nei cieli: era una delle prime osservazioni documentate di una supernova, i cui resti compongono ora quella che viene chiamata la “Nebulosa del Granchio”. La nebulosa interessa ancora parecchio gli studiosi, oltre ad essere nota agli appassionati per la sua spettacolare bellezza…

L’interesse è anche motivato dal fatto che essa ospita al suo interno una pulsar con delle proprietà peculiari, che potrebbero anche alterare radicalmente il quadro fisico delle pulsar così come lo conosciamo. Un team di ricercatori al New Mexico Tech ha osservato la Nebulosa del Granchio nella banda radio, usando il Very Large Array Telescope e il telescopio di Arecibo, scoprendo con una certa sorpresa che le emissioni radio dalla pulsar sono ben più complesse di quanto si riteneva finora.

La Nebulosa del Granchio in tutto il suo splendore (Crediti: NASA)
La Nebulosa del Granchio in tutto il suo splendore (Crediti: NASA)

La Nebulosa del Granchio – una stella di neutroni in rapida rotazione, che mette fasci di radiazione dai suoi due poli magnetici, un pò come accade in banda ottica per un “faro”, se vogliamo – in realtà emette due diversi implusi: uno chiamato quello “principale”, e l’altro, inclinato di circa 160 gradi dal principale, chiamato “interpulso”…


Universe Today

Articolo originale (preprint)

Spitzer trova evidenze di… “ruberie galattiche”!

Sulla Terra, i ladri usualmente rubano diamanti, oggetti d’arte, magari borse piene di soldi… Nello spazio, invece, è il gas
(ovvero, il carburante per le stelle) a fare gola ai “ladri galattici”… !

Nuove osservazioni condotte con il telescopio spaziale Spitzer della NASA hanno individuato
una galassia lontana, molto grande, “colta” nell’atto di strappar via grandi quantità di materiale
gassoso – l’equivalente di miliardi di volte la massa del Sole! – da una galassietta più piccola, vicina
a quella grande. Il gas “rubato”, che si è riscaldato passando dalla galassia grande a quella
piccola, con ogni probabilità è destinato a raffreddarsi ed essere utilizzato come “materiale
da costruzione” per nuove stelle e pianeti.




Le immagini delle due galassie interessate dal “furto” di materiale gassoso…

Credits: NASA/JPL-Caltech

La galassia “presa con le mani nel sacco” è chiamata 3C 326 North, ha una massa paragonabile
a quella della Via Lattea, mentre la sua vittima, 3C 326 South, possiede circa metà della
sua massa. Il fatto è che si trovano piuttosto vicine, tanto da influenzarsi l’una con l’altra
gravitazionalmente, con la possibilità nel futuro anche di potersi fondere l’una con l’altra.
Tali eventi di fusione sono abbastanza comuni nell’Universo, d’altra parte: materiale gassoso e stelle
nelle due galassie continuano a fluire dall’una all’altra, fino a che in pratica le due galassie hanno
formato un ambiente unico, senza più soluzione di continuità. Il caso di 3C 326 è comunque uno
degli esempi più chiari mai individuato,
del fenomeno del passaggio di materiale gassoso da una galassia ad un’altra.



NASA/JPL Press Release