Usando i neutrini per far la “radiografia” degli interni della Terra…

Utilizzando il rivelatore di neutrini chiamato “IceCube” (come pure altri rivelatori di neutrini ancora in progettazione) e il flusso di neutrini proveniente dal Sole,
potrebbe essere possibile investigare in dettaglio l’interno della terra, effettuando una sorta di “radiografia” passiva della sua
struttura…

Un team di fisici e geologi, di ogni parte del mondo, si è riunito nella proposta della costruzione di IceCube, un
rivelatore di neutrini da collocare al Polo Sud, con il quale dovrebbe essere possibile ottenere una rappresentazione
molto accurata del nucleo terrestre. rivelando il flusso di neutrini, che emerge dalla superficie terrestre dopo
avere attraversato integralmente il nostro pianeta (i neutrini – data la loro natura – hanno scarsissima interazione
con la materia e attraversano un pianeta con grande facilità, come fanno quelli provenienti dal Sole: la
probabilità che essi interagiscano con neutroni o protoni che costituiscono la materia ordinaria è infatti davvero
minima).
Il progetto è presentato in un articolo recente che prende il titolo (traducendo in italiano l’originale inglese)
“Mappando la struttura interna della Terra con
Neutrini Atmosferici”
. .

La cosa interessante è che IceCube, come dice il nome, è proprio un… cubo di ghiaccio! Precisamente, un enorme
cubo di ghiaccio da mettere appunto al Polo Sud, che grazie alla sua massa, ha la possibilità di interagire con
un numero non trascurabile di queste elusive particelle: non è solo ghiaccio, naturalmente, poichè nel suo interno
saranno opportunamente disposte file di rivelatori…



La notizia su Universe Today

Immagini astronomiche nel cassetto? Inviale a Kstars!

Nel forum del programma per linux “Kstars” è apparsa la richiesta a tutti gli appassionati di contribuire con foto ed immagini di oggetti astronomici… un modo per collaborare al software anche senza saper programmare!

“Mai desiderato di contribuire a KStars, ma non hai competenze di programmatore? Ora puoi. Vorremmo avere più immagini disponibili per la finestra dei ‘Dettagli’ del cielo.


Al momento, abbiamo la maggior parte delle immagini del catalogo Messier, e Glenn Backer recentemente ha contribuito per altre 40 immagini di oggetti NGC dalla lista Herschel 400. Ci serve un sacco di roba in più! Per esempio, abbiamo bisongno delle immagini di tutti i pianeti…”


Leggi il post completo (in inglese)
dal

KStars Community Forums
.

La home page di KStars, planetario desktop per l’ambiente linux KDE

(Nell’immagine, M31 “vista” attraverso KStars, dalla galleria di screenshot del sito)

GruppoLocale Express al via

Prende il via la fase di sperimentazione di un “tumblelog” che affiancherà il sito pricipale di GruppoLocale, GruppoLocale Express…

Il tumblelog è una sorta di blog con predilezione per contenuti brevi (ed anche) multimediali. Il Tumblelog di GruppoLocale, GruppoLocale Express, per ora in fase “esplorativa” nonchè sperimentalissima, è ideato come raccoglitore di link di potenziale interesse per i fruitori del sito principale, che magari non possono essere tutti trattati come notizia per… mancanza di tempo del gestore del sito! 🙂

In realtà il sito, che si appoggia all’ottimo Tumblr è suscettibile di modifiche nella struttura e nei contenuti: chi vuole dire la sua, è davvero benvenuto! Fatemi sapere se vi pare una buona idea. Ehm… o anche no, ovviamente 😉

MC

Forti venti per i buchi neri supermassivi…

I buchi neri di grande massa posso produrre venti molto intensi, tali da “modellare” addirittura una
galassia, contribuendo a determinarne la forma: è questa la scoperta di un gruppo di astronomi
del Rochester Institute of Technology.

In pratica, il team del RIT è stato in grado di osservare, per la prima volta, il “lancio” verticale di getti dai
dischi di accrescimento che circondano i buchi neri supermassivi, presenti al centro di molte grandi galassie.
La
scoperta viene riportata nel primo numero di Novembre dalla prestigiosa rivista
Nature.

Il gas che cade sulla superficie di un buco nero di grande massa tende, come sappiamo, ad accumularsi in un disco
di accrescimento che ruota molto rapidamente, il quale forma poi il motore stesso del quasar – un tipo di nucleo
galattico attivo riscontrato in alcune galassie, una sorgente assai potente di radiazione.

Dal quadro delle attuali conoscenze, il gas che cade all’interno alimenta il quasar, mentre il gas che fuoriesce
dal quasar stesso regolerebbe la crescita del buco nero e la stessa modalità di evoluzione della galassia. Il team
del RIT, dunque, ha studiato i getti di gas provenienti dal quasar PG 1700+518, localizzato in una galassia
ad una distanza di circa tre miliardi di anni luce dalla Terra, utilizzando i dati provenienti dal telescopio
William Herschel nelle Isole Canarie.

Studi precedenti avevano messo l’accento sul ruolo critico giocato dai venti nella fase iniziale o “attiva”
della galassia, quando un buco nero supermassivo risucchia il gas dalle nubi galattiche e riesce a brillare quasi
quanto tutte le stelle della galassia stessa. Fino alla osservazioni attuali, però, l’idea era basata
su argomenti puramente teorici…



RIT Press Release