Quando il supercomputer mette il naso nell’energia oscura…

Un gruppo di cosmologi del Regno Unito ha condotto una serie di simulazioni al computer riguardanti l’evoluzione dell’Universo, che potrebbero aiutare a risolvere il mistero della cosiddetta “energia oscura”…

I risultati delle simulazioni, condotte alla Durham University (Regno Unito), indicano ai ricercatori come riuscire
a misurare l’energia oscura – una forza repulsiva che si oppone alla gravità. La ricerca, appena pubblicata
sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society”, fornisce anche delle indicazioni
fondamentali per la futura proposta missione chiamata “SPACE” (SPectroscopic All-sky Cosmic Explorer), disegnata
allo scopo di investigare la natura ancora elusiva di questo tipo di energia.

Ricordiamo che la scoperta
dell’energia oscura ha esattamente un decennio: arrivò nel 1998 come completamente inattesa, ed ancora oggi
comprenderne la natura è uno dei problemi più grandi non solo della cosmologia ma dell’intera fisica.

Gli scienziati ritengono al giorno d’oggi che l’energia oscura costituisca ben il 70% dell’Universo, e che per
la sua natura repulsiva governi l’espansione accelerata dell’Universo.

E’ interessante notare come il progetto SPACE sia italiano: è progettato all’Università di Bologna, da
uno staff di ricercatori tra i quali il Prof. Andrea Cimatti. Ora, grazie alle simulazioni di ICC (il
presente esperimento) sarà possibile predire cosa potrà osservare SPACE e ottimizzare i parametri della missione…



Durhan University Press Release

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Autore: Marco Castellani

Ricercatore astronomo, appassionato di letteratura, musica, computer e programmazione. Marito, papà  di quattro. http://www.marcocastellani.me