La Venus Express trova del vapor d’acqua nell’atmosfera di Venere

Vi è un chiaro vantaggio nell’avere una sonda in orbita intorno ad un pianeta per giorni, mesi o addirittura anni: c’è un sacco
di tempo per fare scienza! E’ senz’altro questo il caso per la Venus Express dell’ESA, ormai da due anni in orbita intorno al
pianeta Venere…

In tutto questo tempo, la sonda è stata in grado di costruire delle mappe dell’atmosfera del pianeta a livelli piuttosto vicini
al suolo, cercando segnali di elementi e composti chimici al fine di aiutare gli scienziati a comprendere il sistema climatico
globale del pianeta.

Il fitto strato di nuvole del pianeta Venere,
impedisce il passaggio verso l’esterno della luce visibile, ma altre lunghezze d’onda – in particolare
la banda infrarossa – riescono comunque a filtrare. Dato che la temparatura può raggiungere i 200 gradi Celsius ad una altezza di 35 chilometri,
la radiazione infrarossa è forte e arriva direttamente sullo strato delle nubi. Questa radiazione dunque attraversando le nubi trattiene una
sorta di “impronta” e può dunque essere analizzata per determinare
la composizione chimica delle nubi stesse.

La Venus Express
è equipaggiata con uno strumento speciale chiamato spettrometro VIRTIS,
che è in grado di analizzare l’atmosfera di Venere
a diverse altezze: ha già mappato da tempo le nuvole più in quota, e dunque nel corso delle ultime orbite è stata dedicata all’osservazione
dell’atmosfera inferiore, più vicina al pianeta. Naturalmente, come per la restante parte dell’atmosfera di Venere, le nubi a bassa
altitudine sono dominate da monossido di carbonio, il gas serra che intrappola il calore intorno al pianeta, causando l’aumento di
temperatura. VIRTIS ha anche rintracciato parti di monossido di carbonio, una molecola che gli scienziati non si aspettavano di trovare
nelle nubi più basse.

Venus Express è stata anche in grado di elaborare una mappa ad alta risoluzione della quantità di vapore acqueo presente nell’atmosfera
del pianeta. Dato che tale molecola è assai difficile da rilevare, l’indagine è stata preziosa anche perchè ha potuto metter fine
ad un esteso dibattito scientifico riguardante la sua quantità sulla superficie di Venere.



Traduzione ed adattamento da Universe Today

Pubblicato da

Marco Castellani

Ricercatore astronomo, appassionato di letteratura, musica, computer e programmazione. Marito, papà  di quattro. http://www.marcocastellani.me

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