Guardando lampi dalle remote profondità del cosmo…

Il giorno 19 del mese scorso, la natura è stata particolarmente generosa con gli astronomi, fornendo il rispettabile quantitativo di ben quattro
lampi gamma osservati nello stesso giorno. Ma non è tutto: uno di questi è anche risultato essere l’oggetto più luminoso finora osservato nell’intero Universo. Nonostante sia posto in una galassia decisamente lontana – miliardi di anni luce da noi – risulta così luminoso che per alcuni istanti, dovrebbe essere stato visibile perfino ad occhio nudo…!

I lampi gamma (gamma-ray burst, GRBs) sono lampi estremamente energetici nella banda gamma, dalla durata che spazia tra un secondo ed alcuni minuti.
Essi rilasciano una enorme quantità di energia in un tempo piuttosto breve, il che li porta ad essere gli eventi più energetici dell’intero
Universo, naturalmente dopo lo stesso Big Bang. Ormai è universalmente accettato il fatto che la maggior parte dei lampi gamma segnali
l’esplosione di stelle molto grandi, che nelle fasi evolutive più avanzate subiscono la deflagrazione a supernova e il successivo collasso
della parte centrale a buco nero.

I lampi gamma, invisibili ai nostri occhi, sono perlopiù individuabili tramite i vari telescopi spaziali. Infatti, subito dopo aver rilasciato
il loro “scoppio” intenso di radiazione di alta energia, questi diventano rilevabili per breve tempo anche nelle banda dell’ottico e del vicino
infrarosso. Questo “afterglow” scompare piuttosto rapidamente, il che rende possibile le analisi dettagliate solo entro poche ore dalla rilevazione
del lampo gamma. Nondimeno queste analisi sono molto importanti, per determinare la distanza del GRB e dunque la sua brillanza intrinseca.




Il telescopio REM e la camera TORTORA

Credits: ESO website

Il lampo gamma chiamato GRB 080319B è stato rilevato dal satellite Swifr. “Era così brillante che per un momento ha quasi accecato gli strumenti di bordo”, ha detto Guido Chincarini, l’astronomo italiano a capo dello staff che ha condotto l’indagine. Una controparte ottica brillante è stata ben presto
individuata nella costellazione di Boote. Una schiera di telescopi con base a terra ha reagito prontamente per studiare questo nuovo oggetto nel cielo. In
particolare, l’emissione ottica è stata rilevate da alcune camere a largo campo montate su telescopi che scansionano continuamente una larga
frazione di cielo, inclusa la camera TORTORA che lavora in simbiosi con i telescopio REM da 0,6 metri montato a La Silla, capace di registrare
eventi con una risoluzione temporale senza precedenti.

L’oggetto è risultato estremamente brillante, ma lontanissimo: le indagini (condotte anche con il telescopio ESO VLT)
hanno determinato che il lampo proviene verosimilmente da una galassia
lontana ben 7,5 miliardi di anni luce… non proprio dietro l’angolo, insomma!



ESO Press Release

Pubblicato da

Marco Castellani

Ricercatore astronomo, appassionato di letteratura, musica, computer e programmazione. Marito, papà  di quattro.
http://www.marcocastellani.me

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