La vista migliore mai ottenuta di stelle appena formate

Alcuni astronomi hanno impiegato il Very Large Telescope di ESO per condurre la prima indagine ad alta risoluzione che combina
tecniche spettroscopiche ed interferometriche su stelle “bambine” di massa intermedia.

E’ noto come le stelle si formino a partire da un disco di gas e polveri che continua ad esistere attorno alla stella finchè essa è sufficientemente giovane, e
che fornisce tra l’altro anche il materiale che cade verso la stella, ed anche del gas che viene invece espulso, in forma di vento dal disco stesso.

Il disco è di grande importanza anche perchè fornisce il materiale da cui si possono formare i sistemi planetari, come il nostro Sistema Solare. Poichè comunque le
stelle più vicine a noi distano circa 500 anni luce, i dischi che riusciamo ad osservare hanno un diametro angolare esiguo, e di conseguenza il loro studio richiede delle particolari tecniche per poterne esplorare i più piccoli dettagli.

Questo viene fatto di solito con l’interferometria, una tecnica che combina la luce di due o più telescopi in maneira che il livello di dettaglio ottenuto corrisponde a quello
che si sarebbe avuto da un telescopio equivalente con diametro pari alla separazione degli elementi singoli, tipicamente da 40 a 200 metri. Il Very Large Interferometer (VLTI) di
ESO ha permesso agli astronomi di raggiungere una risoluzione di circa un milliarcosecondo, un angolo equivalente alla larghezza di un puntino alla fine di una frase, visto da una
distanza di 50 chilometri!




Una elaborazione artistica dell’intorno di una stella giovane, che mostra la geometria del disco di plovere in un’area esterna e del gas caldo vicino alla stella centrale.
Notare che l’immagine non è in scala e che il disco centrale di gas è in realtà più piccolo della distanza tra la Terra e il Sole, mentre l’intera struttura del disco è decine di volte
più estesa.

Credits: NASA, ESA, and A. Feild (STScI)

L’abilità del VLTI e dello strumento AMBER di acquisire spettri investigando oggetti alla risoluzione dei milliarcosecondi, ha permesso così agli astornomi di mappare il gas dei
dischi stellari di sei stelle giovani appartenenti alla famiglia degli oggetti Herbig Ae/Be. Tali oggetti hanno masse appena poche volte superiori a quella del nostro Sole e sono
ancora in fase di formazione, per cui la loro massa aumenta a spese del materiale del disco circostante.



ESO Press Release



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Pubblicato da

Marco Castellani

Ricercatore astronomo, appassionato di letteratura, musica, computer e programmazione. Marito, papà  di quattro.
http://www.marcocastellani.me

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