Cassini ci regala un sopralluogo “virtuale” di Titano

La sonda Cassini sta fornendo nuove interessanti immagini della luna di Saturno chiamata Titano; in particolare, i nuovi dati permettono di godere di una buona “visione di uccello” della superficie del piccolo corpo celeste, simile peraltro in alcuni aspetti a quella del nostro pianeta…

Le mappe radar di di Titano coprono appena il 2% della superficie,
eppure già permettono di ricavare informazioni importanti
sulle condizioni della più grande luna di Saturno…
(Crediti: NASA/JPL/USGS)

Le nuove mappe disponibili mostrano, per la prima volta, la topografia tridimensionale e l’altezza delle “cime montane” di Titano (che arrivano alla quota di ben 1200 metri) la regione lacustre del polo nord, ed ancora le vaste dune alte più di mille metri, che percorrono la luna in vari punti, e pure alcune spesse striature, segno di possibili fuoriuscite di materiale da probabili vulcani ora ghiacciati…

Le mappe topografiche sono state ottenute combinando coppie di immagini radar. In particolare, sono state considerate più di venti aree diverse di Titano, dove sono disponibili dati radar acquisti durante ben 19 diversi “passaggi ravvicinati” effettuati da Cassini. Questa sorta di “mappatura stereo” copre circa il due per cento della superficie totale. Questo processo di creazione di mappe  topografiche è appena all’inizio, eppure già i risultati rivelano alcune interessanti peculiarità nella geologia di Titano.

Ad esempio, la mappatura stereo già comprende una larga frazione dei laghi di etano e metano liquido intorno al polo nord. Basandosi  su questi modelli topografici, gli scienziati sono ora in grado di determinare con maggiore precisione la profondità dei laghi: da analisi dei dati e da confronti opportuni con le caratteristiche geologiche del nostro pianeta, i ricercatori ritengono che la profondità dei laghi sia dell’ordine del centinaio di metri, o anche meno.

Ulteriori mappature in 3D di questi laghi permetteranno di rifinire le stime di profondità e determinare pertanto il volume complessivo degli idrocarburi presenti su Titano. L’informazione è piuttosto importante: se consideriamo infatti come questi liquidi evaporino a formare l’atmosfera della più estesa luna di Saturno,  si comprende come capire il ciclo del metano porti a capire anche la dinamica del tempo e del clima su Titano.

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Autore: Marco Castellani

Ricercatore astronomo, appassionato di letteratura, musica, computer e programmazione. Marito, papà  di quattro. http://www.marcocastellani.me