L’oggetto più lontano mai osservato nell’Universo!

Il Very Large Telescope di ESO ha mostrato come un debole gamma ray burst individuato martedì scorso, sia l’impronta di una esplosione di uno tra i più antichi e remoti oggetti noti nell’intero universo (con un redshift, o spostamento verso il rosso, pari addirittura a 8,2). L’esplosione dovrebbe aver avuto luogo più di tredici miliardi di anni fa, quando l’universo aveva la “tenerissima” età di appena 600 milioni di anni.

I gamma ray burst (GRBs) sono potenti flash di raggi gamma di alta energia, la cui durata varia tra poco meno di un secondo e diversi minuti. Tali eventi rilasciano una quantità enorme di energia in un tempo molto breve, e rappresentano quindi gli eventi più energetici nell’universo stesso. Si ritiene siano per lo più associati  ad esplosioni di stelle la cui parte centrale arriva a collassare in oggetti molto densi e compatti, i buchi neri.

Una rappresentazione artistica di un lampo gamma
Crediti: ESO/A. Roquette

Il gamma ray GRB 090423 è stato rilevato dal satellite SWIFT della NASA durante la mattina del 23 aprile. Il lampo gamma di circa 10 secondi si trovava nella costellazione del Leone. Data l’eccezionalità dell’evento, è stato subito seguito da una intera schiera di telescopi a terra, tra i quali il telescopio da 2,2 metri dell’ESO e il Very Large Telescope (VLT), sempre di ESO, entrambi situati a Paranal, nel deserto del Cile.

In particolare, proprio le osservazioni in infrarosso compiute dal VLT, fatte 17 ore dopo la rilevazione del lampo, hanno permesso agli astronomi di rivelare la distanza dall’esplosione. E questa è stata una grossa sorpresa: si è trovato che la radiazione luminosa proveniente dall’esplosione, era stata “stirata” in maniera considerevole dall’espansione dell’universo, il che testimonia della grande lontananza dell’oggetto da cui proviene. Ad un redshift misurato di 8,2 è in effetti l’oggetto più distante mai scoperto.

Il team di ricercatori sottolinea come questa emozionante scoperta, mostri l’utilità e l’importanza dei raggi gamma per sondare le parti più remote del nostro universo, e confida di poterne trovare ancora di più lontani, nel prossimo futuro.

Per la cronaca, l’oggetto appena spodestato dal ruolo di “più lontano” era sempre un raggio gamma, GRB 08091:  ad una redshift di 6,7, si ritiene sia il prodotto di una esplosione stellare avvenuta circa 200 milioni di anni dopo quella del lampo appena scoperto. Roba recente, al confronto… 😉

ESO Press Release

Pubblicato da

Marco Castellani

Ricercatore astronomo, appassionato di letteratura, musica, computer e programmazione. Marito, papà  di quattro.
http://www.marcocastellani.me

4 commenti su “L’oggetto più lontano mai osservato nell’Universo!

  1. E' una bella emozione capire che si sta vedendo l'oggetto piu' distante mai raggiunto da sguardo umano!
    Ci da l'idea di una grande scoperta, di essere avanti, anche se… si sta vedendo una cosa accaduta piu' di tredici miliardi di anni fa…
    Beh, pero' considerando che un anno e' solo un giro del nostro pianeta intorno al Sole, i valori cambiano; cercando di ingrandire i nostri punti di osservazione a misura Universo, come diventa piccolo il nostro sistema solare!
    Grazie Marco 🙂

  2. Grazie del commento, Giuliana. Leggerlo mi ha fatto molto piacere: in
    effetti vedo che la mia idea di “raccontare” l'astronomia, attraverso le
    scoperte che si susseguono ad un ritmo direi mirabile, può essere di
    interesse anche per chi non è astronomo di professione (e questo mi piace
    davvero…)

    In effetti vi sono scoperte, come quella che stiamo commentando, che poi
    riescono a colpire immediatamente esperti e non esperti. Anche a me colpisce
    che si sia riusciti a “vedere” così lontano… “camminando camminando”, di
    strada se ne sta facendo… 😉

  3. Al proposito dell'oggetto più lontano, voglio aggiungere un particolare che al primo momento mi era sfuggito, e che riguarda specificamente il ruolo della ricerca italiana in tal contesto. Parlando oggi con una persona che lavora al TNG (il Telescopio Nazionale Galileo) ho realizzato che c'era la possibilità.. di fare un'aggiunta alla notizia. Nella Press Release di TNG all'indirizzo seguente

    http://www.tng.iac.es/news/2009/04/24/grb/

    c'è infatti il breve resoconto di come tale telescopio (localizzato alle Isole Canarie, Spagna) sia stato tra i primissimi ad osservare l'afterglow, il che ha permesso al team di poter fornire la stima del redshift. Non male che ci sia lo zampino anche di scienziati.. di casa nostra 😉

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