Esopianeti aiutano a capire la curiosa chimica del sole

Un enorme “censimento” di ben 500 stelle, 70 delle quali sono conosciute per possedere pianeti, è riuscito a stabilire un importante collegamento tra il perdurante “mistero del litio” osservato nel Sole, e la presenza di sistemi planetari. Difatti, utilizzando lo spettrografo HARPS di ESO, un team di astronomi ha  trovato che le stelle di tipo solare che hanno dei pianeti risultano aver distrutto la loro abbondanza iniziale di litio in maniera molto più efficiente rispetto alle stelle senza pianeti.

La scoperta è decisamente importante, poichè non sono fa luce sulla mancanza di litio nella nostra stella, ma fornisce anche agli astronomi un sistema potenzialmente molto efficiente per cercare stelle con associati sistemi planetari: è proprio la chimica della stella stessa, infatti, che ci dice qualcosa sulla presenza o meno di pianeti!

Va detto per contestualizzare questa scoperta, che bassi livelli di questo elemento chimico (rispetto ad altre stelle dello stesso tipo) sono stati notati per decenni nel Sole, ma nessuno era stato in grado finora di spiegare e interpretare l’anomalia. Ora il collegamento alla presenza o meno di pianeti sembra spiegare bene i dati raccolti: la ricerca è stata lunga, molte delle stelle nel campione sono state monitorate per diversi anni usando lo strumento High Accuracy Radial Velocity Planet Searcher (in breve, HARPS) di ESO, probabilmente il “cacciatore di pianeti” più famoso al momento attuale.

Una immagine artistica di una stella “bambina” circondata da un disco protoplanetario, nel quale si stanno formando alcuni pianeti.
Crediti:
ESO/L. Calçada

Particolare attenzione è stata posta dagli astronomi alle stelle di tipo solare, circa un quarto dell’intero campione. I ricercatori hanno infatti scoperto che la maggioranza di stelle che possiede dei pianeti ha un’abbondanza di litio pari a meno dell’1% rispetto a quella delle stelle senza pianeti. Questo vuol dire che tali stelle si sono dimostrate assai più efficienti nel distruggere il litio posseduto al momento della nascita, rispetto alle loro cugine “solitarie”.

Va considerato che a differenza di molti elementi più leggeri del ferro, i nuclei di lito, berillio e boro non sono prodotti in maniera significativa all’interno delle stelle. Al contrario, si ritiene che il litio, composto da appena tre protoni e quattro neutroni, sia stato prodotto per lo più appena dopo il Big Bang, circa 13,7 miliardi di anni fa. Dunque la maggior parte delle stelle possiede la stessa quantità di litio.. a meno che, appunto, non siano efficienti processi di distruzione all’interno delle stelle stesse (come sembra in questo caso).

Ora che una connessione tra la presenza di pianeti ed il basso livello di litio sembra stabilita con buona sicurezza, bisogna comunque comprendere il meccanismo fisico che agisce dietro questa evidenza. I ricercatori indicano che vi sono diversi meccanismi possibili per i quali un pianeta possa “disturbare” il moto interno degli elementi in una stella, dunque influnzando la distribuzione stessa e forse l’abbondanza dei vari elementi chimici al suo interno. Spetta ora ai teorici – ci dicono gli autori della presente ricerca – indicarci quale sia il più probabile in atto.

ESO Press Release

Pubblicato da

Marco Castellani

Ricercatore astronomo, appassionato di letteratura, musica, computer e programmazione. Marito, papà  di quattro.
http://www.marcocastellani.me

4 commenti su “Esopianeti aiutano a capire la curiosa chimica del sole

  1. Ciao Marco, bello questo articolo e questo cambio di palla! Oggi ho una giornata terribile, ho consultato qualche notizia ma non mancherò nei prossimi giorni di mandare qualcosa di carino. Purtropppo, il 27 novembre si avvicina (non è la data del ricevimento dello stipendio) ma della presentazione ufficiale e … capisci come mi posso trovare ora, con tanto da rivedere e con la presentazione ancora da fare.
    Un grande abbraccio, buona giornata!!!
    Sabrina

  2. Ciao Sabrina, grazie per il commento. La notizia originale me l'ero stampata qualche giorno fa, ma non avevo avuto il tempo di scriverci un pezzo. Meno male che stamattina c'era poco traffico, così l'ho buttato giù appena arrivato in osservatorio!
    Non preoccuparti, capisco che il periodo è abbastanza “delicato”.. pensa prima alla tesi e poi (solo quando hai tempo).. aspettiamo ancora la tua ottima penna per le notizie di GruppoLocale!
    Un abbraccio e buona giornata a te!!
    Marco

  3. Ciao Marco,

    che gentile, grazie! Per me scrivere su argomenti di astronomia sta diventando una grande passione, che era probabilmente nascosta, ma che ora, grazie anche ala nostra collaborazione, si consolida giorno dopo giorno. Nel frattempo, si riesce ad acquistare una padronanza della lingua (italiana) che spesso manca se non si fa esercizio. Spero comunque che questo non sia solo un banco di prova (piuttosto, preferisco pensare che lo sia il mio Blog Tutti Dentro!).

    Ho già voglia di buttare giu' qualcosina, ieri ho cercato un po' sul sito della Nasa e oggi pomeriggio non avrò proprio tempo. Di tanto in tanto fa, però, molto bene staccare dalle solite cose e la soddisfazione non manca quando scrivo su GruppoLocale. Quindi, almeno un post arrivera' sicuramente prima del 27 novembre.
    Aspettami!!!

    Un abbraccio e buona giornata a te!
    Ciao!!! Sabrina

  4. Perfetto anzi.. “perfettissimo” ! Aspetto il post, quando hai tempo, naturalmente. Direi che la soddisfazione è reciproca, tanto mi piace l'idea che questo sito sia aperto a collaborazioni di più persone e non il lavoro di uno solo… per giunta sempre indaffarato!! 😉 E in quanto a passione, si vede bene che la hai, si capisce dalla qualità dei tuoi post! Grazie e a presto!! 😉

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