Un’icona cosmica

di Sabrina Masiero, Dipartimento di Astronomia dell’Università degli Studi di Padova /INAF – Osservatorio Astronomico di Padova

 CrabNebula
L’esplosione che ha prodotto la Nebulosa del Granchio (Crab Nebula) è stata osservata sulla Terra nel 1054. Immediatamente dopo la fase di esplosione, si è venuta a produrre una struttura spettacolare che gli scienziati hanno tentato di interpretare soprattutto in questi ultimi anni.
I dati provenienti da numerosi telescopi sono necessari per dimostrare la vera natura di questo oggetto complesso.
Credit: X-ray: NASA/CXC/SAO/ F. Seward; Optical: NASA/ESA/ASU/ J. Hester & A. Loll; Infrared: NASA/JPL-Calthech/Univ. Minn./ R. Gehrz.

 

La fine dell’evoluzione di una stella è un evento sicuramente spettacolare che si è reso visibile nel 1054 sulla Terra. Si tratta dell’esplosione di una supernova nella costellazione del Toro. Oggi, a distanza di quasi un migliaio di anni, una stella estremamente densa, chiamata stella a neutroni, e nascosta dietro al gas espulso, si osserva emettere grandi quantità di particelle ad alta energia proprio nella regione del gas che si sta espandendo e allontanando da essa, quella che viene definita Nebulosa. In questo caso si parla di Nebulosa del Granchio per la sua forma particolare.

I dati in X del satellite Chandra forniscono degli indizi significativi sui meccanismi di questo potente “generatore” cosmico che produce energia ad un tasso di circa 100.000 stelle simili al nostro Sole.
Questa immagine è stata ricavata dalla sovrapposizione di dati ed immagini ottenuti da tre grandi Osservatori della NASA: l’immagine ottenuta dal Chandra X-ray è mostrata in blu (immagini in X), quella dell’Hubble Space Telescope è in rosso e giallo (immagine nell’ottico) e quella dello Spitzer Space Telescope è in porpora (immagine nell’infrarosso).
L’immagine in X è più piccola rispetto alle altre, in quanto gli elettroni fortemente energetici che emettono raggi X irradiano più velocemente la loro energia rispetto agli elettroni di bassa energia emessi nell’ottico e nell’infrarosso.

Insieme ad altri telescopi, Chandra ha ripetutamente osservato ad intervalli quasi regolari la Nebulosa del Granchio, tanto che si può giustamente dire, essere uno degli oggetti più osservati del cielo, diventando una vera e propria icona cosmica.

Sabrina Masiero

Pubblicato da

Sabrina

Ph Doctor in Astronomy (University of Padova, Italy). Translator of the Official Comic Book of the International Year of Astronomy 2009 (IYA2009), "The Lives of Galileo" by Fiami. Member of The Climate Summit Italia. 2013- Project GAPS (Global Architecture of Planetary Systems)-HARPS-N at INAF-Osservatorio Astronomico di Padova and Telescopio Nazionale Galileo (TNG)-Fundacion Galileo Galilei (La Palma, Canary Islands).

2 pensieri su “Un’icona cosmica

  1. Le nebulosa del Granchio è davvero stupenda, e Chandra ha fatto moltissimo per farcela conoscere, nel tempo. In effetti spesso ho attinto ai risultati di tale sonda per GruppoLocale, davvero tanti e di alta qualità – anche visiva! Grazie per l'ottimo articolo, Sabrina 😉
    Marco

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.