L’universo accogliente

Un video preparato da una maestra per condividere con i bimbi l’entusiasmo e la passione per la scoperta del cosmo; un universo pensato come “accogliente”, e forse proprio per questo in grado di destare l’interesse, la curiosità e lo stupore dei più piccoli (“Solo lo stupore conosce”, recita una bella frase di Gregorio di Nissa, frase che è sempre stata un pò il “motto” di GruppoLocale.it).

La passione e l’entusiasmo per l’indagine del cosmo (e parimenti, per il possibile ruolo dell’uomo al suo interno), come traspaiono chiaramente nel video, sono encomiabili a mio avviso, e penso sia il modo più giusto per arrivare anche ad interessare i più piccoli: appunto con la passione per quello che si fa, si vede, si scopre nella grande “avventura” della conoscenza…

Il testo è del prof. Marco Bersanelli (Università di Milano) ed è comparso sulla rivista Piccole Tracce.

Pubblicato da

Marco Castellani

Ricercatore astronomo, appassionato di letteratura, musica, computer e programmazione. Marito, papà  di quattro.
http://www.marcocastellani.me

6 commenti su “L’universo accogliente

  1. sono onorata per l'accoglienza, ma, se posso osare paragoni, io sono solo un pianetino buio, la stella qui è il professor Bersanelli. Ho dimenticato di aggiungere che il personaggio è uno dei responsabili del progetto Planck, il primo satellite europeo dedicato all'osservazione del fondo cosmico di microonde.
    Questo link
    http://www.pubblico.fisica.unimi.it/ultime-dall

    rimanda ad un suo intervento sul sito del dipartimento di fisica dell'università di Milano.
    grazie ancora
    gloria

  2. Grazie a te, Gloria. Vero, il prof. Bersanelli ha scritto un'ottimo testo; a te però il merito di averlo accostato a belle immagini e bella musica! A proposito, grazie per l'interessante link all'intervista 😉
    PS non ci hai detto (o almeno io non l'ho letto) se è stato visto dai bimbi e come è stato recepito… aspettiamo notizie in questo senso!
    Ciao,
    Marco

  3. Si, certo, i bambini hanno visto questo video insieme ad altri due. Ne ho fatto un dvd che ho distribuito a tutti. Ai bambini piace molto l'idea delle cose grandi, l'immensità del cielo o i numeri grandissimi, oppure scivolare nell'infinitamente piccolo, è come vederli andare sulla giostra! Si divertono a chiedermi il nome dei numeri con tantissimi zeri o cose del genere. Sanno che fare un viaggio nello spazio è farlo anche nel tempo, perciò oggi abbiamo progettato le nostre personali macchine del tempo, non ti dico che razza di optional ci hanno messo e con quali tipi di carburante funzionano! Se il lavoro si conclude dignitosamente potrei postare qualcosa sul blog.
    ciao
    gloria

  4. Ciao Gloria, ciao Marco,
    confesso di essere rimasta estasiata, senza parole. Congratulazioni per questo lavoro stupendo. Stare a contatto con i bambini e parlare loro dell'Universo, delle stelle, degli atomi, dell'infinitamente grande e dell'infinitamente piccolo ti porta in una dimensione quasi dimenticata, che anche noi abbiamo vissuto da piccoli. I bambini sono curiosi di una curiosità spontanea, genuina. Dovremmo continuare a possederla fin da vecchi, come diceva Einstein.
    Come Marco, sono curiosa di sapere come l'hanno recepito i bambini, Gloria. Grazie per averci dato un momento di poesia e di bellezza.

    Sabrina

  5. Ciao Sabrina,
    non sai quanto mi fai contento con questo tuo commento! Infatti come ben comprendi era un post piuttosto diverso dagli altri, e mi chiedevo cosa ne pensassi tu… il tuo giudizio mi conforta e mi fa capire quante affinità anche non schiettamente “scientifiche” possiamo condividere, e questo è davvero molto bello! Sono sempre più contento di convididere il “timone” e fare la rotta insieme 😉
    Marco

  6. Caro Marco,
    pure io sono felicissima di scoprire tanti punti in comune con te. Vorrei tentare di rispondere alla tua domanda, non so se ci riuscirò… Sento che ci siamo imbarcati su una rotta verso l'infinitamente grande: nonostante il nostro lavoro, abbiamo conservato l'entusiasmo di quando piccoli chiedevamo il perchè delle cose, quando guardavamo le stelle e pensavamo di poterle toccare con un dito, il perchè dei numeri con tanti zeri, cosa c'è oltre, al di là del cielo, al di là della vita, nella più piccola particella elementare…
    Non sono convinta che riusciremo a trovare la risposta a tutto, ma per me, e penso anche per te, è importantissimo continuare a chiedersi “perchè”, ad essere spontanei e avvicinarsi alle cose con gli occhi di un bambino. E' il modo più spontaneo e privo di pregiudizi che si possa avere. L'ingenuità nel più bel senso della parola. In fin dei conti, un bambino è la curiosità che continua a vivere nel momento in cui ci rendiamo conto che siamo cresciuti ma che ci aiuta a ricordare che lo siamo stati anche noi non molto tempo fa. Sullo scala del tempo cosmico 4 o 40 anni non sono nulla rispetto ai 4 miliardi di anni.
    😉 Sono felice di condividere il timore con te!

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