“Così abbiamo guarito HIFI”

Nella notte tra il 2 e il 3 agosto scorso, un raggio cosmico che viaggiava nello spazio ha colpito in pieno una cella di memoria dello spettrografo HIFI, uno dei tre strumenti a bordo del  satellite spaziale Hershel dell’ESA, mandando in tilt il sistema elettrico. L’improvviso black-out dello strumento, a soli tre mesi dal lancio del telescopio infrarosso, è stato un risveglio shock per gli scienziati…

L’indomani una task-force eccezionale era già al lavoro per capire cosa fosse successo a un milione e mezzo di chilometri da Terra. Obiettivo: salvare il sensibilissimo spettrografo in fin di vita. “Lo strumento è stato spento”, racconta Anna Di Giorgio, esperta del software di controllo dell’IFSI di Roma che ha lavorato nella squadra di manutenzione. “Dovevamo capire la natura del guasto per evitare che qualcosa di simile potesse accadere una seconda volta. Sarebbe stata l’ultima occasione per HIFI”. Le parti critiche de satellite, infatti, sono realizzate in duplice copia, in modo che se si presenta un problema si garantisce la continuità operativa dello strumento. “Quello che sapevamo all’inizio era che qualcosa aveva messo fuori gioco in via
definitiva il circuito elettrico che gestisce l’oscillatore locale, parte fondamentale per le misurazioni dello spettrografo. Prima di mettere in funzione l’unità ridondata, una sorta di ruota di scorta, bisognava essere sicuri che non accadesse ancora”.

L’osservatorio spaziale Herschel

Crediti: PD-USGov-NASA

Un’autopsia minuziosissima ha permesso di ricostruire la dinamica dell’incidente: tutta colpa di un raggio cosmico che,per una serie di danni correlati, ha causato la fusione di due diodi. “L’IFSI ha fornito un contributo fondamentale in questa analisi”, continua Di Giorgio. “Abbiamo calcolato con la precisione del millisecondo l’istante esatto del guasto, elemento che ha permesso di mettere in ordine la catena degli eventi”.

Una volta chiarito il guasto, la seconda operazione della task force è stata studiare come mettere in sicurezza lo strumento da un’ulteriore anomalia dello stesso genere. “Un compito che spettava a noi risolvere”. Nell’ambito della collaborazione internazionale europea per la missione HERSCHEL, infatti, l’Italia è il paese responsabile del sistema di controllo di tutti gli strumenti di bordo. Dopo 160 giorni, HIFI è tornato finalmente operativo. “Il problema che ci ha colto di sorpresa è che nessuno si si aspettava una pioggia così fitta di radiazioni. Abbiamo calcolato che lo strumento viene investito da un raggio cosmico a settimana. Ma ora il software del sistema è robusto. A prova di raggi cosmici!”

Fonte: INAF media

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Autore: Marco Castellani

Ricercatore astronomo, appassionato di letteratura, musica, computer e programmazione. Marito, papà  di quattro. http://www.marcocastellani.me

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