Nemesis, quella stella compagna del Sole…

di Sabrina Masiero

L’oggetto più piccolo in queste due immagini rappresenta una nana bruna che ruota attorno alla stella Gliese 229. Alcuni ricercatori pensano che il nostro Sole possa avere una simile stella come compagna chiamata Nemesis. Crediti: Palomar Observatory (sinistra); Hubble Space Telescope (destra).

 Da molti anni si porta avanti l’ipotesi secondo la quale il Sole non sia nato da solo, ma insieme ad altre stelle. La stella ipotetica compagna della nostra è stata battezzata in modo fantasioso col nome di Nemesis.

Nemesis è stata proposta per la prima volta nel 1984 per tentare di spiegare la periodicità delle estinzioni di massa sulla Terra. Pare essere alta sul nostro pianeta la probabilità di un’estinzione di massa circa ogni 27 milioni di anni, simile a quella che deve aver ucciso i dinosauri e la maggior parte della vita sulla Terra 65.5 milioni di anni fa.

La scala temporale di questo ciclo dell’ordine delle decine di milioni di anni suggerisce che alcuni fenomeni celesti lo possano in qualche modo influenzare.
Quando si osserva un fenomeno avvenire con una certa regolarità ogni 10 o 100 milioni di anni, si tende a pensare a influenze di natura astronomica” ha affermato l’astrofisico Adrian Melott dell’Università del Kansas (Lawrence, Kansas).

Alcuni ricercatori hanno suggerito l’esistenza di una stella di piccola massa, Nemesis, che potrebbe orbitare intorno al nostro Sole a grande distanza (a circa 1 anno luce), oltre l’orbita dei pianeti del nostro sistema solare. Un tale oggetto dovrebbe avere un’orbita con un ciclo di circa 27 milioni di anni.

Di tanto in tanto l’orbita di questa stella potrebbe intersecare la cosiddetta Nube di Oort, una nube presumibilment esferica e ricca di nuclei cometari che circonda il sistema solare interno (formato dai pianeti) e la nube di asteroidi, oltre l’orbita di Nettuno chiamata Nube di Kuiper. Penetrandovi all’interno, questa stella potrebbe disturbare l’orbita di numerose comete, proiettandole all’interno del sistema solare e, nel caso più sfortunato, facendole finire sulla Terra.

Potrebbe esserci un grande numero di comete la cui orbita viene di tanto in tanto perturbata tanto da comportare un’estinzione.

Su Space on msnbc.com alla pagina: http://www.msnbc.msn.com/id/38368075/ns/technology_and_science-space/ si afferma che un gruppo di astronomi ha categoricamente ecluso l’esistenza di Nemesis. Non sono citate le fonti secondo le quali questa teoria sia effettivamente più valida di altre.
Non è possibile ricostruire l’orbita di una stella ipotetica, compagna della nostra, dalla posizione attuale occupata dal Sole nella Galassia, perchè le perturbazioni subite sono molteplici e tornare indietro nel tempo non è possibile.

Del resto, Nemesis avrebbe potuto essere stata allontanata all’atto della sua formazione insieme col nostro Sole e proiettata in un punto lontano della nostra Galassia. Inoltre, ogni stella perturbatrice di un nucleo cometario nella nube di Oort potrebbe essere considerata la stella compagna della nostra.

Ringrazio il mio amico Ricardo L. Garcia per avermi suggerito l’idea di questo post.

Sabrina

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Autore: Sabrina

Ph Doctor in Astronomy (University of Padova, Italy). Translator of the Official Comic Book of the International Year of Astronomy 2009 (IYA2009), "The Lives of Galileo" by Fiami. Member of The Climate Summit Italia. 2013- Project GAPS (Global Architecture of Planetary Systems)-HARPS-N at INAF-Osservatorio Astronomico di Padova and Telescopio Nazionale Galileo (TNG)-Fundacion Galileo Galilei (La Palma, Canary Islands).