Un gigantesco mucchio di galassie…

Alcuni astronomi, utilizzando il South Pole Telescope, hanno riportato la scoperta dell’ammasso di galassie più grande mai individuato ad una distanza di sette miliardi di anni luce. Il gigantesco ammasso (designato con il nome facile facile di SPT-CL J0546-5345, provate un pò voi a metterlo in una rubrica……..) “pesa” circa 800 trilioni di volte il nostro Sole, e ospita al suo interno centinaia di galassie.

Localizzato nella costellazione del “Pittore”, nel cielo del sud, l’ammasso presenta uno spostamento verso il rosso (redshift) z=1.07, che lo colloca appunto ad una distanza di sette miliardi di anni luce; questo vuol dire che lo vediamo come in realtà appariva sette miliardi di anni fa, quando l’uiniverso era vecchio poco più della metà di adesso, e il nostro Sistema Solare, tra l’altro, non esisteva nemmeno.

Una immagine in infrarosso e ottico, in falsi colori, dell'ammasso di galassie "gigantesco". Le galassie "vecchie" sono in giallo, quelle "giovani" in azzurro. Crediti: Infrared Image: NASA/JPL-Caltech/M. Brodwin (Harvard-Smithsonian CfA) Optical Image: CTIO Blanco 4-m telescope/J. Mohr (LMU Munich)

Anche a questa giovane età, l’ammasso era grande almeno quanto l’ammasso della Chioma. Da allora, si ritiene che sia cresciuto addirittura quattro volte la sua grandezza. Se per qualche “incantesimo” lo potessimo vedere addirittura come appare ora, sarebbe senza dubbio uno dei più grandi ammassi di galassie nell’intero Universo.

Come sottolineano gli scienziati, l’ammasso risulta pieno di “vecchie” galassie, il che porta a pensare che si sia formato molto presto nella storia dell’Universo, probabilmente entro i suoi primi due miliardi di anni di vita.

CfA Press Release

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Autore: Marco Castellani

Ricercatore astronomo, appassionato di letteratura, musica, computer e programmazione. Marito, papà  di quattro. http://www.marcocastellani.me

  • Giuseppe Andrea Gentile

    Certo che è una bella caccia al tesoro trovare i componenti dell’ammasso in quel dedalo di punti luminosi!
    Mi aiutate a capire la sigla che avete riportato? la “Jxxxx-xxxx” indica le galassie e gli ammassi… la “SPT” è il South Pole Telescope… ma la “CL” cosa indica?
    Incredibile pensare che tutto quel che “sbrilluccica” sopra le nostre teste non è (più) come lo vediamo: magari le galassie si sono ricostruite in nuove forme e noi non lo sapremo per milioni di anni ancora… ed a quel punto loro non saranno già più in quel modo!

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