Dalle mappe di materia oscura all’evoluzione delle galassie

Un team di astronomi utilizzando il Telescopio Spaziale Hubble, sono riusciti a realizzare una delle mappe più dettagliate della materia oscura nell’universo (la materia oscura è una sostanza invisibile e di natura ancora ignota che costituisce la gran parte della massa dell’universo stesso).

Le nuove osservazioni di materia oscura forniscono nuove importanti indicazioni sul ruolo dell’energia oscura nei primi cruciali anni di sviluppo dell’universo. I risultati suggeriscono come gli ammassi di galassie si siano formati ben prima di quanto ci si attendeva, prima di quando l’intervento dell’energia oscura giungesse ad inibire la loro stessa crescita.

L'ammasso di galassie Abell 1689 (Crediti: NASA, ESA, and D. Coe (NASA JPL/Caltech and STScI))

L’energia oscura, una ancora misteriosa proprietà dello spazio, si manifesta proprio come un competitore formidabile della forza gravitazionale. Si può dire che l’energia oscura allontana le galassie l’una dall’altra “stirando” lo spazio intergalattico, dunque inibendo anche la formazione di strutture giganti, come appunto gli ammassi di galassie. E’ un tiro alla fune, tra gravità ed energia oscura: per capire i dettagli di questa “competizione cosmica”, gli scienziati trovano un utilissimo aiuto nello studio della distribuzione dettagliata della materia oscura negli ammassi.

In questo contesto, un team di scienziati ha indagato la distribuzione in massa di Abel 1689, a 2,2 miliardi di anni luce dalla Terra, trovando come il nucleo dell’ammasso stesso sia molto più denso – in termini di quantità di materia oscura –  di quanto ci si aspettava (dalle simulazioni al computer) per un ammasso della sua taglia.

E’ una evidenza sorprendente per gli stessi scienziati coinvolti, per spiegare la quale bisogna per forza “retrodatare” la formazione dell’ammasso, che altrimenti non sarebbe potuto svilupparsi in questo modo, proprio per l’intervento dell’energia oscura.

HubbleSite Press Release

Pubblicato da

Marco Castellani

Ricercatore astronomo, appassionato di letteratura, musica, computer e programmazione. Marito, papà  di quattro. http://www.marcocastellani.me

6 pensieri su “Dalle mappe di materia oscura all’evoluzione delle galassie

  1. Piccola curiosità: qualcuno ha mai ipotizzato che la materia oscura sia composta da atomi “al contrario”, nel senso di elettroni nel nucleo e protoni orbitanti attorno (anti-materia)? Da questo tipo di materia si potrebbe magari generare l’equivalente dell’anti-gravità?

    …si, lo so… devo essere pazzo! =)

    1. Ciao Giovanni,
      in realtà la gran parte della materia oscura si ritiene sia non barionica, cioè non composta dalla materia “ordinaria” (anche l’antimateria è comunque barionica..)

      Comunque considera, per la tua “pazza” ipotesi, che l’atomo di anti materia non ha elettroni nel nucleo, bensì antiprotoni (protoni con carica negativa); la differenza non è poca cosa perché l’elettrone ha massa molto minore di quella del protone (o antiprotone che sia) !!

      Una veloce panoramica sull’affascinante tema si può trarre da wikiedia,
      http://it.wikipedia.org/wiki/Materia_oscura

      1. Grazie per il chiarimento!
        Ho dato una lettura generale sia alla Dark matter che all’Antimateria su wikipedia… come sono un po’ più tranquillo do una lettura più accurata. Evidentemente avevo giù letto qualcosa a riguardo e l’avevo rimosso

      2. Figurati! In effetti è un argomento davvero affascinante. Pensare solo che tra dark matter e dark energy… la maggior parte dell’Universo è fatto di qualcosa che ancora non conosciamo. Per me è proprio questo il bello.. che tanto c’è ancora da imparare!!

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