Pieno successo per il flyby di EPOXI alla Hartley 2!

A poche ore dal flyby della sonda EPOXI con la cometa Hartley 2, gli scienziati dicono che già le prime immagini ci rivelano nuove importanti informazioni riguardo le dimensioni della cometa, come pure del materiale distribuito lungo la sua superficie….

“Le osservazioni preliminari della cometa mostrano come, per la prima volta, possiamo riuscire a collegare la sua attività a specifiche caratteristiche del nucleo”, ha detto il Principal Investigator di EPOXI, Michael A’Hearn, “Abbiamo certamente un sacco di roba (letteralmente, “our hands full”, le mani piene). Le immagini sono piene di formidabili dati cometari, ed è proprio quello che speravamo”.

Ricordiamo che EPOXI è l’estensione di una missione precedente, che già utilizzava la sonda Deep Impact. La sua fase di incontro con la cometa Hartley 2 è iniziata il 3 novembre alle 1 p.m. PDT, quanto la sonda ha iniziato a puntare i suoi due imagers verso il nucleo della cometa. Le immagini del nucleo stesso sono iniziate ad arrivare circa un’ora dopo.

La sonda ci ha fornito la più estesa osservazione di una cometa in tutta la storia“, ha detto Ed Weller, amministratore associato del Science Mission Directorate di NASA, “scienziati ed ingegneri  sono riusciti a spremere scienza di prim’ordine da una sonda il cui obiettivo era stato riformulato, per un costo a carico dei contribuenti pari ad una frazione di quanto avrebbe comportato un nuovo progetto scientifico”

Le immagini in arrivo da EPOXI  rivelano che la cometa Hartley 2 presenta un volume complessivo circa cento volte inferiore a quello della cometa Temple 1, il primo obiettivo di Deep Impact. Altre rivelazioni su Hartley 2 sono attese in seguito all’accurata analisi dei dati forniti dalla sonda.

Un montaggio di alcune immagini della cometa Hartley 2 (Crediti: NASA/JPL-Caltech/UMD)

Riguardo al flyby, le stime iniziali indicano che la sonda si è avvicinata fino a circa 700 chilometri dalla cometa: questa è esattamente la distanza che era stata calcolata e previta dagli ingegneri che hanno programmato il “passaggio ravvicinato”. Dai JPL della NASA fanno sapere che considerano questa riuscita come una dimostrazione della capacità di passare vicino ad un oggetto che si muove tanto velocemente nel cielo.

Ancora, mentre è indubbiamente eccitante osservare le immagini del flyby, ancora molto lavoro rimane da fare. In particolare si prevede di raccogliere immagini ancora per circa tre settimane, mentre la sonda prosegue, indomita, il suo lungo viaggio….

NASA JPL Press Release

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  • Bellissime immagini! E che strana forma…
    Grazie

  • Grazie Marco per aver pubblicato in tempo reale questa notizia, io non ho avuto tempo. Ora la mando anche su TuttiDentro! Con un po’ di ritardo, ma non importa!