Venere nell’ultravioletto


Venere ripreso nell’ultravioletto. Crediti: ESA/MPS/DLR/IDA. Fonte ESA.


Il pianeta Venere, secondo in ordine di distanza dal Sole, ripreso dalla Venus Monitoring Camera  nell’ultravioletto (a 0.365 micrometri) da una distanza di circa 30 000 chilometri.

Le zone chiare e scure sono probabilmente dovute ad una componente chimico sconosciuto presente nelle nubi che assorbe la luce ultravioletta.

Grazie ai dati ottenuti da Venus Express l’area equatoriale del pianeta, che appare scuro nell’ultravioletto, sono regioni di alta temperatura dove la convezione intensa trasporta dal basso verso l’alto il materiale più scuro. Dall’altra parte, le zone chiare alle medie latitudini, rappresentano zone dove la temperatura nell’atmosfera diminuisce con la profondità.

La temperatura raggiunge un minimo alla sommità delle nubi inibendo il rimescolamento in direzione verticale.
Questo anello di aria fredda, soprannominata “il collare freddo” appare come una banda luminosa nelle immagini ultraviolette.

Fonte ESA: http://www.esa.int/esa-mmg/mmg.pl?b=b&type=I&mission=Venus%20Express&single=y&start=1&size=b

Sabrina

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Sabrina

Ph Doctor in Astronomy (University of Padova, Italy). Translator of the Official Comic Book of the International Year of Astronomy 2009 (IYA2009), "The Lives of Galileo" by Fiami. Member of The Climate Summit Italia. 2013- Project GAPS (Global Architecture of Planetary Systems)-HARPS-N at INAF-Osservatorio Astronomico di Padova and Telescopio Nazionale Galileo (TNG)-Fundacion Galileo Galilei (La Palma, Canary Islands).

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