Il sistema binario più freddo

Immagine artistica del nuovo sistema binario osservato dal VLT. Fonte ESO: http://www.eso.org/public/images/eso1110a/

 

X-shooter, lo spettrografo installato sul Very Large Telescope (VLT) dell’European Southern Observatory (ESO) ha permesso di compiere un’interessante scoperta: il primo sistema binario di stelle nane brune con una temperatura estremamente bassa.

Il sistema binario è stato denominato CFBDSIR 1458+10. Le due componenti sono CFBDSIR 1458+10A e CFBDSIR 1458+10B, quest’ultima è la più debole e fredda delle due stelle con una temperatura di soli 100 gradi centigradi (per noi che viviamo sulla Terra, 100 gradi centigradi corrispondono alla temperatura di ebollizione dell’acqua). La temperatura superficiale del nostro Sole è dell’ordine dei 5550 gradi centigradi. L’orbita appare di dimensione circa tre volte la distanza tra la Terra e il Sole (dell’ordine di 450 000 000 chilometri), e il periodo sembra essere di circa 30 anni). Il sistema binario si trova a una distanza di circa 75 anni luce da noi.

Ricordiamo che un anno luce è la distanza che percorre la luce in un anno alla velocità di circa 300 000 chilometri al secondo.
Le nane brune sono stelle che non hanno massa sufficiente perchè la forza gravitazionale sia tale da poter innescare le reazioni termonucleari al loro interno. Per questo motivo, si definiscono “stelle mancate”.

Eravamo molto emozionati nel vedere che questo oggetto aveva una temperatura così bassa ma non potevamo prevedere che si sarebbe rivelato essere un sistema binario con una seconda componente ancora più fredda” ha affermato Philippe Delorme dell’Institut de planétologie et d’astrophysique di Grenoble (CNRS/Université Joseph Fourier), uno degli autori dell’articolo.

A queste temperature ci attendiamo proprietà diverse da quelle delle nane brune già note e molto più simili a quelle dei pianeti giganti extra-solari – la nana potrebbe avere addirittura nubi di vapor acqueo nell’atmosfera,” ha affermato Michael Liu dell’Institute for Astronomy dell’Università delle Hawaii, primo autore dell’articolo che descrive questa nuova scoperta. “Infatti quando, in un futuro molto prossimo, inizieremo a fotografare i pianeti giganti gassosi che orbitano intorno a stelle simili al Sole, mi aspetto che molti di essi siano simili a CFBDSIR 1458+10B”.

Fonte ESO: http://www.eso.org/public/news/eso1110/
Articolo disponibile su ArXiv: http://arxiv.org/abs/1103.0014

Sabrina

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