Il Sole al sodio

Il Sole ripreso il 27 marzo 2011 da Marcello Lugli con un Telescopio Rifrattore Vixen 102/1000. Tutte le immagini sono state gentilmente concesse da Marcello Lugli per la pubblicazione su questo blog.

di Marcello Lugli

L’immagine del Sole è stata ottenuta con un Telescopio Rifrattore Vixen 102/1000. Tale immagine, tramite una lente collimatrice, entra (con raggi paralleli) nel Filtro M.O.F. In uscita dal Filtro l’immagine viene ripresa con obiettivi di diversa focale, anche fotografici. Possibile sia la versione visuale che fotografica o di ripresa con telecamera (personalmente utilizzo ancora l’analogico con le minitelecamere Vixen o Vatec).

Particolare del Sole ripreso il 9 marzo 2011. Cortesia Marcello Lugli.


Sole ripreso il 31 marzo 2011. Cortesia Marcello Lugli.

Prima di entrare nel M.O.F.  il fascio di luce attraversa un Pre-filtro al Sodio di  20Ang., quindi subito dopo, un primo polarizzatore e poi l’ampolla contenente, in due piccole anse laterali, il Sodio Metallico. Successivamente e prima dell’obiettivo finale, è presente un secondo polarizzatore a chiusura completa della luce proveniente dal disco solare. Le anse contenenti il Sodio sono riscaldate tramite una resistenza elettrica che permette al metallo di sublimare. I vapori vanno a stabilizzarsi nell’arco di circa 15 minuti, lungo il corpo dell’ampolla di soli 20 mm di diametro e 5cm di lunghezza provocando la depolarizzazione prima realizzata, permettendone la visione.

Il Sodio, ionizzato o meglio eccitato, blocca tutte le radiazioni che non appartengono alle sue due righe dello spettro che sono le sole a transitare, contemporaneamente. L’ampolla, in vetro pirex, è contenuta all’interno di un magnete permanente di adeguata potenza in Gauss.  Il Filtro è stato studiato e inventato dal Prof. Alessandro Cacciani dal quale ho avuto in dono, per la collaborazione prestata, la sola ampolla,  provvedendo poi di persona a tutta l’architettura del sistema ottico-meccanico per renderla funzionante.

Particolare sul Sole ripreso il 07 marzo 2011. Cortesia Marcello Lugli.

Marcello Lugli


Marcello Lugli è “futore del post, che ringraziamo di cuore.

Sito web di Marcello Lugli: http://digilander.libero.it/malug


Domani altre foto spettacolari del nostro Sole riprese in H-alfa.

Pubblicato da

Sabrina

Ph Doctor in Astronomy (University of Padova, Italy). Translator of the Official Comic Book of the International Year of Astronomy 2009 (IYA2009), "The Lives of Galileo" by Fiami. Member of The Climate Summit Italia. 2013- Project GAPS (Global Architecture of Planetary Systems)-HARPS-N at INAF-Osservatorio Astronomico di Padova and Telescopio Nazionale Galileo (TNG)-Fundacion Galileo Galilei (La Palma, Canary Islands).

3 pensieri su “Il Sole al sodio

  1. Immagini semplicemente meravigliose! Vorrei sapere se il filtro MOS è un altro modo per chiamare il Cromixsun sul sito del Sig. Lugli, ed eventualmete se questi strumenti sono in commercio.
    Io attualmente faccio osservazione solare con un filtro per saldatore montato su un “portafiltro” che ho realizzato in cartone… 😉

  2. Da parte del Sig. Lugli, Giuseppe. Purtroppo, temo per problemi legati al sistema di inserimento delle risposte, la risposta non è stata pubblicata.

    Sono molti gli appassionati amanti delle osservazioni solari che iniziano con un ”Filtro per Saldatori”.
    Anch’io iniziai le mie osservazioni in questo modo, per osservare la fotosfera con le macchie solari.
    Oggi, comunque, per questo tipo di osservazioni la tecnologia mette a disposizione ben altri filtri molto più sicuri per i nostri occhi, in quanto bloccano le nocive radiazioni infrarosse, si usano davanti agli obiettivi e sono anche poco costosi.
    Tali filtri permettono osservazioni del disco solare in “luce integrale” o “bianca”, ossia, tutte le lunghezze d’onda emanate dal Sole costituenti lo spettro elettromagnetico visibile concorrono a formare l’immagine.
    Ben altra cosa sono i Filtri Interferenziali dei quali mi sono servito nella realizzazione di CromixSun H-alfa.
    Questi filtri ottici, sfruttando i fenomeni dell’interferenza della luce, riescono a bloccare tutte le lunghezze d’onda che non interessano facendo passare soltanto una piccolissima porzione dello spettro sulla quale è posizionata una riga di emissione o assorbimento appartenente ad
    un elemento chimico.

    Il CromixSun, ad esempio, fa passare esclusivamente una delle righe che emette l’Idrogeno, la cosiddetta riga “alfa” posizionata nella parte rossa dello spettro e che permette di evidenziare protuberanze, filamenti, brillamenti, facole etc. etc. Oggigiorno, l’avanzata tecnologia Fabry-Perot, permette di isolare moltissime righe dello spettro appartenenti a diversi elementi chimici. Molto utilizzato dagli Astrofili è, ad esempio, anche il Filtro in luce di Calcio.
    Il MOF non ha nulla a che vedere con i fenomeni interferenziali poiché si basa su ben altri concetti e principi che ho tentato di spiegare sul Blog.

    Ditte USA realizzano filtri al Sodio basandosi sulla tecnologia Fabry-Perot e quindi sono filtri ottici (ossia in vetro) interferenziali. Non sono a conoscenza se il Filtro MOF sia posto ancora
    in vendita. Una volta lo era ma era anche difficile comporlo e farlo funzionare.

    M. Lugli

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