Dopo il flare un CME sul Sole


Cliccate per riprodurre il video se non si attiva automaticamente. In alto, la striscia bianca rappresenta il pianeta Venere. Questo dà un’idea dell’estensione e della potenza del CME. Fonte SpaceWeather.com.

La macchia solare attiva 1263 sul Sole, che il 9 agosto ha prodotto il flare più potente dell’attuale ciclo solare (un flare classificato X7), osservato nella parte visibile della superficie solare da Terra, si trova ora nella zona oscura del Sole a causa della rotazione del Sole e non sarà più osservabile per una quindicina di giorni. I satelliti, però, continueranno a monitorare il suo andamento.

E’ possibile, comunque, notare i segni della sua attività ancora in corso. L’11 agosto un’eruzione dalla macchia solare 1263 -la stessa dove si è avuto il flare- ha comportato una luminosa “espulsione di massa coronoale” (Coronal Mass Ejection, CME) nella regione ovest sulla superficie solare e che si può osservare in questo video, messo a disposizione da Space Weather.

Un CME è materiale espulso dalla corona solare, sottoforma di plasma e formato principalmente da elettroni e protoni e da elementi come elio, ossigeno e ferro. Questo materiale espulso viene trascinato dal campo magnetico della corona solare e, nel momento in cui raggiunge la Terra, interagisce con la magnetosfera provocando le meravigliose aurore (chiamate Luci del Nord quando si manifestano nell’emisfero nord e Luci del Sud nell’emisfero sud terrestri).

Fonte SpaceWeather.com: http://spaceweather.com/

Sabrina

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Autore: Sabrina

Ph Doctor in Astronomy (University of Padova, Italy). Translator of the Official Comic Book of the International Year of Astronomy 2009 (IYA2009), "The Lives of Galileo" by Fiami. Member of The Climate Summit Italia. 2013- Project GAPS (Global Architecture of Planetary Systems)-HARPS-N at INAF-Osservatorio Astronomico di Padova and Telescopio Nazionale Galileo (TNG)-Fundacion Galileo Galilei (La Palma, Canary Islands).