Ancora un po’ su Vesta

Mosaico che mostra l’emisfero sud di Vesta, in particolare le componenti chiave del bacino d’impatto di Rheasilvia.
Credit: NASA/JPL-Caltech/ UCLA/MPS/DLR/IDA

 

I ricercatori della missione DAWN della NASA stanno condividendo immagini e dati con altri ricercatori e con il pubblico di tutto il mondo degli ultimi risultati ottenuti in questi mesi, da quando la sonda è entrata in orbita attorno all’asteroide. I risultati sono stati presentati al Meeting Annuale della Geological Society of America a Minneapolilis, in Mennesota.

DAWN ha scoperto che nell’emisfero sud dell’asteroide vi è una delle più grandi montagne del sistema solare. Altri risultati mostrano che la superficie di Vesta, vista da DAWN a differenti lunghezze d’onda, ha una impressionante diversità della sua composizione, in particolare attorno ai suoi crateri.

Le scoperte scientifiche includono pure un’approfondita analisi di una serie di depressioni equatori sulla superficie di Vesta, e uno sguardo più da vicino dei crateri d’impatto. La superficie appare molto più ruvida rispetto alla maggior parte degli asteroidi della Fascia Principale e i dati preliminari, ottenuti utilizzando un metodo che tiene conto del numero di crateri, mostrano che le aree nell’emisfero sud di Vesta sono più giovani, di circa 1-3 miliardi di anni, molto più giovani delle aree visibili nell’emisfero nord dell’asteroide.

I ricercatori non sono ancora in grado di dire come tutte le caratteristiche osservate sulla superficie di Vesta si siano formate, ma hanno annunciato in questo meeting che, dopo le analisi dei dati e in particolari delle depressioni osservate nell’emisfero nord e sud, i risultati sono coerenti con i modelli di formazioni di fratture dovute ad un impatto di grandi dimensioni.

Da luglio scorso, la sonda è in un’orbita sempre più vicina a Vesta, per ottenere dettagli sempre più particolareggiati della sua superficie.
Ai primi di agosto, la sonda ha raggiunto i 2 700 chilometri e ha mappato la maggior parte della superficie di Vesta illuminata dal Sole durante l’orbita di survey, con la sua macchina fotografica “framing camera” e con lo spettrometro Visible and Infrared Mapping Spectrometer dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) di cui abbiamo già parlato nei giorni scorsi in modo dettagliato.

Questa fase è stata conclusa alla fine di agosto 2011 e la sonda ha cominciato a muoversi in quella che è definita “High Altitude Mapping Orbit” Mappatura ad alta quota orbitale a circa 680 chilometri sopra Vesta e che ha raggiunto lo scorso 29 settembre.

Un archivio della conferenza stampa è disponibile per una consultazione su: http://www.ustream.tv/nasajpl2 .

Gli scienziati di DAWN hanno condiviso i loro risultati anche al Congresso Europeo European Planetary Science Congress and the Division of Planetary Sciences Joint Meeting 2011 a Nantes, Francia, di cui abbiamo già parlato.

DAWN, lanciato nel settembre 2007, è arrivato su Vesta lo scorso 15 luglio. Rimanendo in orbita attorno a Vesta per circa un anno, la sonda lascierà l’asteroide il prossimo luglio 2012 per raggiungere il pianeta nano Cerere, il maggiore asteroide della Fascia Principale degli Asteroidi che ha un diametro di circa 950 chilometri, dove arriverà nel 2015.
Molte grandi avventure ci aspettano per i prossimi mesi e anni.

La Missione DAWN su Vesta e Cerere è gestita dal Jet Propulsion Laboratory della NASA, a Pasadena, California, per il Science Mission Directorate a Washington della NASA. Il JPL è una Divisione del California Institute of Technology a Pasadena.
DAWN è un progetto del Directorate’s Discovery Program, gestito dal Marshall Space Flight Center di Huntsville della NASA, in Alabama.

L’UCLA è responsabile di tutta la parte scientifica della missione. L’Orbital Sciences Corporation a Dullers, Virginia, ha progettato e costruito la sonda. Il Centro Aerospaziale Tedesco, l’Istituto Max Planck per la Riserca sul Sistema Solare, l’Agenzia Spaziale Italiana e l’Istituto Nazionale di Astrofisica Italiano sono i patner internazionali del team della missione. Ricordo che, in particolare, le immagini che ci arrivano dalla sonda sono state ottenute dallo spettrometro Visible and Infrared Mapping Spectrometer (VIS), uno strumento dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e realizzato dalla Selex Galileo con la guida scientifica dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF).

Per ulteriori informazioni sulla missione Dawn, visitare il sito: http://www.nasa.gov/dawn. Per seguire la missione su Twitter, visitare il sito: http://www.twitter.com/NASA_Dawn.

Fonte JPL-NASA: http://www.jpl.nasa.gov/news/news.cfm?release=2011-319

Galleria d’immagini di Vesta: http://dawn.jpl.nasa.gov/multimedia/vesta_dawn_gallery.asp

Galleria di immagini della sonda DAWN: http://dawn.jpl.nasa.gov/multimedia/spacecraft.asp

Sabrina

Pubblicato da

Sabrina

Ph Doctor in Astronomy (University of Padova, Italy). Translator of the Official Comic Book of the International Year of Astronomy 2009 (IYA2009), "The Lives of Galileo" by Fiami. Member of The Climate Summit Italia. 2013- Project GAPS (Global Architecture of Planetary Systems)-HARPS-N at INAF-Osservatorio Astronomico di Padova and Telescopio Nazionale Galileo (TNG)-Fundacion Galileo Galilei (La Palma, Canary Islands).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *