Le nuove frontiere della medicina spaziale

CAMDASS utilizza un monitor display e una strumentazione a ultrasuoni tramite una telecamera a infrarossi. Il paziente viene monitorato utilizzando dei marcatori posizionati nella zona di interesse. Crediti: ESA/Space Applications Service NV.

Gli astronauti bloccati a bordo di una stazione spaziale o in una missione verso Marte devono curarele malattie e fare interventi chirurgici con  le proprie mani, ma non senza necessariamente un intervento virtuale. Una visiera con display 3D in fase di test sulla Terra potrebbe guidare gli astronauti a compiere tali interventi con la grafica virtuale sovrapposte alle immagini reali molto presto.

Una tale medicina fai da te nello spazio potrebbe rivelarsi un salva vita per le missioni spaziali a lungo termine, soprattutto se si dovessero presentare dei ritardi di comunicazione o eventuali black out tra gli astronauti e i medici a terra.

La nuova tecnologia potrebbe anche aiutare i soccorritori che si trovano lontano dagli ospedali, i medici sui campi di battaglia, o ricercatori bloccati in posti remoti come in Antartide.

CAMDASS è stato testato al Saint-Pierre University Hospital a Brussels in Belgio, con studenti di medicina, alla Croce Rossa belga e dal personale paramedico. Crediti ESA/Space Applications Service NV.

“Una volta messo a punto, il sistema potrebbe essere utilizzato anche come parte di un sistema di telemedicina per fornire assistenza medica a distanza via satellite” ha affermato Arnaud Runge, ingegnere biomedico che studia il progetto per l’Agenzia Spaziale Europea (ESA). “Potrebbe essere distribuito come uno strumento autosufficiente per i soccorritori”.

Fonte Space.com: http://www.space.com/14533-augmented-reality-astronauts-medicine.html

Sabrina

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