Curiosity ha già vinto (dopotutto)

Mancano poche ore all’arrivo della sonda Curiosity sul suolo marziano. L’atterraggio (come abbiamo documentato nei post già pubblicati) è una operazione complessa e articolata, che ci auguriamo possa avvenire nel migliore dei modi. 

Qui ci preme appena registrare un dato, più informatico che tecnologico. L’account Twitter della sonda Curiosity, ovviamente gestito dalla NASA, al momento in cui scrivo, ha il rispettabile numero di 198.095 followers. C’è da scommettere che al momento in cui leggerete questo post, fosse anche pochi minuti dopo che l’ho scritto, il numero dei  followers sia ancora maggiore.

Come che vada (e speriamo vada proprio tutto bene!), un primo importante risultato la missione l’ha già ottenuto, a pensarci bene: dimostrare una volta di più che la scienza interessa il grande pubblico. Che non solo la divulgazione intelligente paga sempre, ma anche che la gente ama rimanere in contatto diretto con queste grandi missioni: esse rappresentano per l’era moderna quello che un tempo poteva essere l’esplorazione delle Indie, ad esempio. Le foto che ci arrivano dai pianeti del Sistema Solare sono il corrispettivo dei racconti e dei disegni degli antichi esploratori. Le sonde sono chiamate a compilare – loro sì, novelle Marco Polo – un moderno e tecnologico Milione. 

L’uomo ha sete di scoperta, di andare oltre, di buttare il cuore oltre l’ostacolo. Siamo impegnati in mille faccende, impelagati in diecimila problemi quotidiani, ma (grazie al cielo) un ammasso di metallo e circuiti che sta per arrivare su un pianeta lontanissimo ci interessa ancora, ci riguarda, ci affascina. E in fin dei conti, ci unisce.

Marco Castellani

INAF – Osservatorio Astronomico di Roma

PS nel tempo di scrivere questo breve editoriale, il numero dei followers è salito a 198.556….

 

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