Ancora Marte nei piani della NASA

Una nuova missione su Marte è destinata ad essere lanciata nel 2016. Lo ha annunciato proprio ieri l’ente spaziale statunitense, la NASA. Si tratta di un lander  denominato InSight che avrà il compito di sondare l’interno del pianeta per determinare se abbia un nucleo solido o liquido, se sulla superficie operano dinamiche tipo quelle di tettonica a zolle, nonché di creare una rappresentazione affidabile della struttura interna del pianeta.

Tutto questo non solo aiuterà gli scienziati a comprendere Marte, ma sarà molto utile anche per capire come i pianeti di tipo terrestre si formano ed evolvono.

Una immagine artistica della sonda InSight al lavoro sulla superficie di Marte. Crediti: NASA

Pur non essendo partito ancora, InSight in pratica.. ha già vinto. Per la precisione ha vinto la competizione con altre due missioni a basso costo della NASA, la Titan Mars Explorer, che aveva l’intento di mandare una sonda galleggiante nel mare di metano della luna di Saturno, al fine di studiare la sua composizione e l’interazione con l’atmosfera, e la missione Chopper. Quest’ultima sarebbe dovuta arrivare alla cometa 46P/Wirtaen e atterrarci sopra, al fine di studiarne la composizione. Interessante particolare, Chopper sarebbe anche state in grado di saltellare da una parte all’altra della cometa per valutarne le differenze.

Per quanto, come potete già capire da questa sommaria descrizione, tutte queste missioni fossero eccitanti e potenziali portatrici di elettrizzanti scoperte, la NASA purtroppo non ha abbastanza soldi per svilupparle tutte e tre. Spiegano all’ente spaziale che InSight è la scelta migliore, per un progetto che promette di mantenersi al di sotto della spesa allocata da NASA per questo tipo di missione, ovvero 425 milioni di dollari (esclusi i costi del lancio), nonché garantisce di poter rimanere nei tempi previsti (lancio nel 2016).

Insomma (potremmo chiederci), ancora Marte? Sì, e c’è un motivo. Nonostante tutte le missioni già partite verso il pianeta rosso, rimane il fatto (come sottolineano alla NASA) che siamo ancora ignoranti della natura degli strati interni del pianeta. In questo senso, InSight è il primo tentativo di capire come si comportano i pianeti di tipo terrestre durante le prime fasi della loro evoluzione.

La sonda atterrerà nel settembre 2016 in una regione equatoriale, piatta, pronta per iniziare una missione della durata prevista di due anni. La cosa interessante da notare è che è stata appositamente selezionata un’area abbastanza “tranquilla”, e gli scienziati sono confidenti che questo possa garantire una buon periodo di operatività per la sonda (a differenza di Phoenix, che atterrò in una regione polare, ove si sapeva che avrebbe trovato condizioni ambientali più “ostiche”).

Altre informazioni sono reperibili (in inglese) sulla Press Release della NASA, rilasciata proprio nella giornata di ieri.

 

Pubblicato da

Marco Castellani

Ricercatore astronomo, appassionato di letteratura, musica, computer e programmazione. Marito, papà  di quattro. http://www.marcocastellani.me

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