Si spara su Marte…!

Ultimissime : si spara su Marte! E’ un titolo un poco ad effetto, ma sostanzialmente esatto. Il rover Curiosity della NASA, nella giornata di ieri, ha investito una roccia del pianeta rosso con un potente raggio laser. Questo inaugura senza dubbio una nuova era nell’esplorazione planetaria. Lo “storico” esperimento è stato condotto tramite un nuovo tipo di strumento sul quale si nutrono grandi aspettative.

Si chiama ChemCam ed è montato in cima al mast di Curiosity. Ieri ha emesso un totale di 30 impulsi da un milione di watt ognuno, per un arco di tempo di circa dieci secondi, su una roccia marziana che ha vaporizzato una parte di essa in un plasma ionizzato. Per la precisione, ogni impulso è durato appena qualche miliardesimo di secondo, ma è stato sufficiente, in termini di energia emessa, per generare il plasma caldo, subito osservato dalla stessa ChemCam e da un trio di spettrometri, al fine di identificarne gli elementi.

Ecco il tweet con il quale la sonda annuncia l’apertura delle … ostilità (a puro scopo scientifico):

La roccia scelta per bersaglio è stata opportunamente denominata Coronation. 

“Abbiamo un grande spettro di Coronation – un sacco di segnale”, ha detto Roger Wiens dei Los Alamos Laboratory, che presiede le operazioni riguardanti la ChemCam. “Il nostro team  è emozionato e sta lavorando duro, per tirare fuori i risultati. Dopo otto anni passati a costruire lo strumento, è ora di venir ripagati!”

A sinistra, è cerchiata la roccia scelta per l’esperimento, inizialmente indicata con la sigla provvisoria N165, ora “Coronation”. Crediti: NASA/JPL-Caltech/MSSS/LANL

La ChemCam ha acquisito spettri durante tutti i trenta impulsi laser, a più di seimila lunghezze d’onda differenti, nell’intervallo che va dall’ultravioletto all’infrarosso (passando ovviamente per la banda visibile). Lo scopo di questo primo test è essere certi che il laser possa lavorare efficacemente, e per poterlo “caratterizzare”.  Il suo scopo più ambizioso è quello di poter penetrare  sotto la superficie polverosa di alcune rocce selezionate, per giungere a rivelarne la composizione.

L’esperimento è riuscito al di là delle aspettative più rosee. Gli scienziati spiegano che i dati raccolti sono anche migliori di quanto atteso rispetto ai test condotti a terra, in termini di segnale/rumore. Ci si aspetta un bel po’ di “grande scienza” dalle rocce bersaglio che saranno selezionate nei prossimi due anni. E potrebbero benissimo essere migliaia!

Come dire, se ci sono marziani, prego scansarsi….

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