Il più piccolo buco nero supermassiccio mai osservato è in NGC 4178

La galassia NGC 4178. Fonte NASA/Chandra.

E’ stato scoperto un mini buco nero supermassiccio, il più piccolo buco nero galattico mai osservato prima nella regione centrale della galassia NGC 4178, con una massa pari a circa 360 000  masse solari.

Un gruppo di ricercatori  guidati da Nathan Secrest del George Nason University a Fairfax, Virginia, utilizzando il Chandra X-Ray Observatory in collaborazione con altri osservatori, hanno osservato NGC 4178, una galassia lontana 55 milioni di anni luce dalla Terra e classificata come late-type galaxy, che rientra all’interno della classificazione morfologica delle galassie realizzata da Edwin Hubble negli anni Venti del secolo scorso e  che permette di classificare le galassie in base alla loro forma, al numero di avvolgimenti dei bracci di spirale attorno al nucleo e alla forma più o meno sferica delle ellittiche. Le early-type galaxies sono le galassie ellittiche; le late-type galaxies sono invece le spirali e le irregolari.

La classificazione delle galassie: si parte dalle early-type galaxies (ellittiche, sulla sinistra) fino ad arrivare alle late-type galaxies (spirali e irregolari).


La galassia non presenta una concentrazione di massa centrale di stelle, quella che viene definita bulge, o rigonfiamento centrale. Per questo motivo si era pensato che questa galassia dovesse essere uno dei pochi rappresentati di galassie prive di buco nero centrale.

Con l’utilizzo del Chandra X-Ray Observatory, nonchè di dati infrarossi ricavati dallo Spitzer Space Telescope della NASA e dai dati radio del Very Large Array, Nathan Secrest  e il suo team hanno identificato una debole sorgente di raggi X nel centro della galassia e inoltre una variazione di luminosità nelle lunghezze d’onda infrarosse, che suggeriscono che il buco nero debba trovarsi nel centro di NGC 4178 e stia tirando dentro di sé del materiale dall’ambiente circostante. Gli stessi dati suggeriscono che la luce prodotta dal materiale che cade dentro è fortemente assorbito dal gas e dalla polvere e di conseguenza è circondata da un buco nero.

Utilizzando una nota relazione tra la massa di un buco nero e la quantità di raggi X assorbiti e di onde radio generate, è stata possibile la determinazione delle dimensioni del buco nero, e dunque della sua massa.

Anche se si tratta del buco nero supermassiccio più piccolo finora osservato, i ricercatori ammettono che probabilmente si viene a trovare vicino all’estremo inferiore dei valori di massa di oggetti che possono venire definiti “supermassiccio”. Il team ha sottolineato nell’articolo che vi è sempre più evidenza che parecchie galassie late-type ospitino un buco nero e che il classico bulge centrale galattico non è un requisito necessario perchè un buco nero supermassiccio si formi ed evolva.

Fonte NASA: http://www.nasa.gov/mission_pages/chandra/multimedia/mini_black_hole.html

Articolo originale:
Nathan Secrest, Shobita Satyapal, Mario Gliozzi, C. C. Cheung, Anil Seth e Torsten Boeker, The Chandra View of NGC 4178: The Lowest Mass Black Hole in a Bulgeless Disk Galaxy?,  arXiv:1205.0230, accepted for publication in ApJ; http://arxiv.org/abs/1205.0230 . Articolo in formato pdf su: http://arxiv.org/pdf/1205.0230v1.pdf

Sabrina

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Sabrina

Ph Doctor in Astronomy (University of Padova, Italy). Translator of the Official Comic Book of the International Year of Astronomy 2009 (IYA2009), "The Lives of Galileo" by Fiami. Member of The Climate Summit Italia. 2013- Project GAPS (Global Architecture of Planetary Systems)-HARPS-N at INAF-Osservatorio Astronomico di Padova and Telescopio Nazionale Galileo (TNG)-Fundacion Galileo Galilei (La Palma, Canary Islands).

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