Un crimine di proporzioni galattiche

Un furto di stelle di proporzioni galattiche. Ecco cosa è stato appena scoperto dagli astronomi che stanno mettendo l’occhio su di uno inaspettata quantità di eventi di microlensing individuati nei dintorni dei confini della Via Lattea. Inaspettatamente, l’evento che hanno scovato non riguarda direttamente la nostra Galassia. Esatto: il crimine è stato commesso altrove. Precisamente, i ricercatori hanno trovato che la Grande Nube di Magellano (LMC) avrebbe, in passato, sottratto stelle alla sua vicina, la Piccola Nube di Magellano (SMC), lasciandosi dietro (a testimonianza della ruberia) una lunga scia di stelle.

Le indagini ci dicono che probabilmente il “crimine” è ormai caduto in prescrizione, essendosi verificato verosimilmente centinaia di milioni di anni fa (un tipico Cold Case insomma). In ogni caso, le informazioni acquisiti stanno aiutando non poco gli astronomi a comprendere la storia di queste due galassie.  Che, non dimentichiamoci, sono nostre “vicine cosmiche”.

Mentre la Via Lattea sale sull’orizzonte presso gli edifici dell’European Southern Observatory, anche le sue galassie vicine diventano visibili. (Crediti: ESO/Y. Beletsky)

Al proposito della scoperta, sono gli stessi scienziati a non rifiutare suggestivi paragoni con la criminologia: “Si può dire che abbiamo scoperto un crimine di dimensioni galattiche”, ci dice Avi Loeb dell’Harward-Smithsonian Center for Astrophysics.

E dire che la Grande Nube ce l’aveva praticamente fatta. Se non fosse stato per questi impiccioni di astronomi. Ma che stavano cercando? E’ presto detto: oggetti MACHO (oggetti massivi compatti, che si ritiene possano costituire una parte importante della materia oscura barionica). Per la precisione, oggetti MACHO nella Via Lattea, rilevati attraverso gli effetti di lensing gravitazionale con la luce delle più lontane stelle della Piccola Nube. Ed è lì che è venuta fuori la sorpresa: invece di oggetti MACHO all’interno della Galassia, si è capito che l’origine del microlensing é dovuta ad una coda di stelle strappate dalla Piccola Nube.

Per accordarsi con i dati, solamente una popolazione di stelle in rapido movimento rimane una ipotesi plausibile. E il miglior modo di ottenere tale popolazione è quello di un evento di collisione galattica , che dovrebbe essere appunto avvenuto tra la Grande e la Piccola Nube.

In ogni caso, abbiamo un po’ barato. Non è davvero un caso chiuso. Per dire, l’evidenza di una coda di stelle rubate da una galassia all’altra è plausibile, per quanto abbiamo detto. Tuttavia non sono state ancora osservate direttamente. Al momento, gli investiagatori sono all’opera: un team di astronomi sta scrutando un ponte di gas che connette la Grande e la Piccola Nube, nel tentativo di rintracciare segni di tali stelle. Insomma, l’indagine prosegue… stay tuned!

(Adattato da Universe Today)

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Autore: Marco Castellani

Ricercatore astronomo, appassionato di letteratura, musica, computer e programmazione. Marito, papà  di quattro. http://www.marcocastellani.me