Anche Marte parla italiano…

O meglio (vedi che ti fa fare la ricerca del titolo ad effetto…), diciamo che il team che cura le notizie della High Resolution Image Science Experiment (HiRISE, per gli amici), ha aperto delle pagine in diverse lingue, tra cui l’italiano. La sezione italiana del sito si apre in questi momenti con una bella immagine della primavera su Marte, per la precisione, del primo giorno di primavera dell’emisfero meridionale.

Tutta la gloria di un giorno di primavera… forse… (Crediti: NASA/JPL/L’Università dell’Arizona )

Certo la foto è sicuramente suggestiva, anche se non ha niente a che vedere con una immagine di primavera acquisita sul nostro stesso pianeta (ce ne sono infinite, ne metto una per un rapido confronto…)

Spring Trees, Clare College
Spring Trees, Clare College (Crediti: bearseye on Flickr)

 

Al di là del divertimento dell’impietoso confronto visivo, dall’analisi delle immagini capiamo come possano essere diverse le condizioni climatiche sui diversi pianeti. Una volta ripresi dallo shock della scabra primavera marziana, restiamo però ugualmente emozionati dalla nitidezza e dalla precisione delle immagini che ci vengono da HiRISE. In effetti lo strumento fa bene il suo lavoro, ma è anche piuttosto caro: considerate che è costato circa 40 miliardi di dollari… E’ formato da un telescopio riflettore da mezzo metro (imparo da wikipedia, il più largo di qualunque missione nello spazio profondo). Permette di rivelare oggetti delle dimensioni di un pallone (anche se su Marte difficilmente se ne trovano, è un risultato eccezionale in termini di capacità di dettaglio).

Lo strumento si trova a bordo della Mars Reconnaisanse Orbiter (MRO), lanciata dalla NASA nel 2005 e attualmente in piena fase operativa. Dal settembre del 2006 la sonda si trova in orbita intorno al pianeta rosso, ad una altezza variabile tra i 250 e i 316 Km. Le immagini sul sito di HiRISE sono numerose e molto interessanti. Decisamente negli ultimi anni stiamo mettendo insieme una serie di informazioni su Marte che poco tempo fa nemmeno ci saremmo sognati. Insomma se Curiosity ci invia foto mozzafiato, MRO non è poi da meno…

 

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Autore: Marco Castellani

Ricercatore astronomo, appassionato di letteratura, musica, computer e programmazione. Marito, papà  di quattro. http://www.marcocastellani.me