Autoritratto di sonda marziana

La NASA ha appena rilasciato un dettagliatissimo… autoritratto del rover Curiosity al lavoro su Marte. Il ritratto è stato ottenuto in realtà da un mosaico di ben 55 diverse immagini, acquisite dalla Mars Hand Lens Imager (MAHLI, per gli amici), che mostra il rover nella sua postazione nel Gale Crater – chiamata Rocknest – dove si intravede anche la base di Aeolis Mount o Mount Sharp che dir si voglia, che dovrebbe essere alto circa 5 km.

Se vi chiedete come mai la sonda sembra fotografata proprio “dall’esterno”, la risposta c’è (ma non coinvolge l’aiuto di marziani…): semplicemente, sfruttando opportunamente la combinazione delle immagini, è stato fatto scomparire ogni traccia del “braccio” della camera.

Autoritratto di Curiosity (Crediti: NASA)

Al di là dell’interesse più spicciolo, alla NASA precisano che autoritratti come questo sono decisamente importanti perché documentano lo stato del rover e permettono agli ingegneri della missione di monitorare i cambiamenti durante il tempo: cose come l’accumulo di polvere e lo stato del rivestimento delle ruote.

E’ anche interessante notare con quanta precisione possiamo ora mappare i particolari dell’ambiente marziano. Tanto per confrontare, ecco qui una foto presa dal Viking 1. Le differenze si vedono…

Una foto di Marte dalla Viking 1 (Crediti: NASA)

 A causa della posizione proprio all’estremo del braccio robotico del rover, solo MAHLI, tra le ben 17 camere disponibili, è in grado di fornire immagini di ogni parte del rover, dunque è perfetta per effettuare una mappatura completa di Curiosity. Il quale al momento, sembra davvero in ottima forma 🙂

Pubblicato da

Marco Castellani

Ricercatore astronomo, appassionato di letteratura, musica, computer e programmazione. Marito, papà  di quattro. http://www.marcocastellani.me

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