La più lontana supernova Ia

Gli astronomi continuano ad applicarsi con successo, al fine di ottenere il meglio del meglio, dai telescopi a loro disposizione: e i risultati non si fanno attendere. Nel campo degli oggetti lontani, infatti, è appena stato registrato un nuovo record: la supernova Ia più distante mai individuata.

Ricordiamo che le supernovae sono divise in varie classi, a seconda delle caratteristiche fisiche del sistema che va incontro alla deflagrazione: in particolare le supernovae Ia sono originate dalle esplosione di una stella nana bianca, verosimilmente in fase di accrescimento massa da una compagna in un sistema binario.

Ebbene, la supernova appena scoperta si trova a più di dieci miliardi di anni luce da noi, con un valore di redshift pari a 1,94. In pratica, quando si verificò l’esplosione che vediamo ora, l’universo stesso era ancora molto giovane, in fase di furibonda formazione stellare.

Ecco l'impronta della supernova Ia più lontana mai osservata. Tre riquadri: a sinistra la galassia prima dell'esplosione, a destra la galassia dopo l'esplosione. Sembrano identiche ma la differenza, nel riquadro più a destra, mostra un oggetto brillante, la supernova stessa (Crediti: NASA, ESA, A. Riess (STScI and JHU), and D. Jones and S. Rodney (JHU))
Ecco l’impronta della supernova Ia più lontana mai osservata. Tre riquadri: a sinistra la galassia prima dell’esplosione, a destra la galassia dopo l’esplosione. Sembrano identiche ma la differenza, nel riquadro più a destra, mostra un oggetto brillante, la supernova stessa (Crediti: NASA, ESA, A. Riess (STScI and JHU), and D. Jones and S. Rodney (JHU))

L’oggetto appena scoperto prende il nome di SN Wilson (dal nome del presidente americano Woodrow Wilson, in carica dal 1913 al 1921), ed è stata individuata nell’ambito del CANDELS+CLASH Supernova Project, a cui già dobbiamo la scoperta di oltre cento supernovae, che sono esplose da 2,4 ad oltre 10 miliardi di anni fa.

La scoperta e lo studio di supernovae di classe Ia è di fondamentale importanza per la messa a punto di una accurata scala delle distanze cosmiche: a motivo del picco di luminosità che si ritiene praticamente identico, queste supernovae sono ampiamente utilizzate come candele standard per ottenere una affidabile stima della distanza della galassia che le ospita.

Perfezionare la conoscenza di questi oggetti dunque vuol dire avere stime sempre più precise delle posizione delle galassie e dei vari oggetti astronomici. A sua volta questo è decisivo per la costruzione di accurati modelli di universo, nonché per la verifica del suo tasso di espansione. Attraverso questa catena di conoscenze, possiamo arrivare a dire qualcosa di più preciso sulla natura dell’energia oscura, questa componente ancora largamente sconosciuta, che influenza profondamente l’espansione stessa del cosmo. Ecco perché gli astronomi ritengono studi come questo di grandissima importanza.

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Autore: Marco Castellani

Ricercatore astronomo, appassionato di letteratura, musica, computer e programmazione. Marito, papà  di quattro. http://www.marcocastellani.it