Seconda buca per Curiosity

Curiosity alla sua seconda buca. Detto così sembra negativo, ma non lo è: continuate a leggere! Il rover della NASA Curiosity ha impiegato il trapano del suo braccio robotico per effettuare una seconda buca sul suolo marziano, raccogliendo un campione dall’interno di una roccia chiamata “Cumberland”.

I piani son quelli di trasportare parti del campione nei prossimi giorni all’interno della sonda dove li aspettano gli appositi laboratori automatici. E’ soltanto la seconda volta che la sonda raccoglie un campione dall’interno di una roccia marziana. La prima volta è stata quella di un campione prelevato dalla locazione chiamata “John Klein”, circa tre mesi fa. Per parte sua, Cumberland rassomiglia abbastanza a John Klein (e questo è importante, come vedremo) e si trova a circa 2,7 metri verso ovest. Entrambi sono localizzati in una leggera depressione chiamata “Yallowknife Bay”.

750117main_pia16934-673
Eccola, la seconda buca di Curiosity. Il materiale prelevato verrà portato all’interno dei laboratori della sonda.
Crediti: NASA/JPL-Caltech/MSSS

Il buchetto che Curiosity ha scavato dentro Cumberland, appena due giorni fa, è largo poco più di un centimetro e mezzo, e profondo poco meno di sette centimetri.

La domanda potrebbe sorgere spontanea… a che serve? E’ presto detto. Il team scientifico prevede di utilizzare il materiale che viene da Cumberland per verificare le cose che sono state trovate dall’analisi del materiale di John Klein. Vale la pena: i risultati preliminari del primo sito, provenienti anch’essi (ovviamente) dal laboratorio di bordo della sonda, indicano che la zona molto tempo fa potrebbe aver ospitato le condizioni adatta alla vita microbica. Le “condizioni favorevoli” includono gli elementi chiave fondamentali per la vita, un gradiente di energia che potrebbe essere stato sfruttato da eventuali microbi, ed anche acqua, nè troppo acida nè troppo salata.

Dunque il Mars Science Laboratory Prohect sta usando Curiosity per un obiettivo di massima importanza, capira la storia delle condizioni ambientali dentro il Gale Crater in relazione alla possibilità di avere ospitato la vita. Dopo qualche altra indagine ad alta priorità, il team ha previsto di lanciare il rover verso un viaggio avventuroso di circa tre mesi, fino alla base di Mount Sharp, che si trova proprio nel mezzo del cratere. Restiamo sintonizzati, come si dice in questi casi: ci aspettano per certo alrtre interesanti novità.

Adattato da NASA Press Release

Pubblicato da

Marco Castellani

Ricercatore astronomo, appassionato di letteratura, musica, computer e programmazione. Marito, papà  di quattro. http://www.marcocastellani.me

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.