Forti venti su Venere

Tracking_clouds_on_Venus
Il tracciato mostra la circolazione dei venti su Venere. Crediti: ESA / from Khatuntsev et al, Cloud level winds from the Venus Express Monitoring Camera imaging, Icarus (2013); doi: 10.1016/j.icarus.2013.05.018 . Fonte ESA: http://spaceinimages.esa.int/Images/2013/06/Tracking_clouds_on_Venus .

La registrazione più dettagliata del moto delle nubi nell’atmosfera di Venere è stata fatta da Venus Express dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e ha rivelato che i venti sul pianeta sono stati costantemente intensi nel corso degli ultimi sei anni.

Venere è ben conosciuto per la sua curiosa atmosfera con alta rotazione, che gira intorno al pianeta in circa quattro giorni terrestri. Ciò è in netto contrasto con la rotazione del pianeta stesso, la cui durata del giorno è di 243 giorni.

Tracciando i movimenti delle caratteristiche distinte delle nubi nella loro sommità, a circa 70 chilometri dalla superficie del pianeta nel corso di un periodo di dieci anni venusiani (pari a sei anni terrestri), i ricercatori sono stati in grado di monitorare i modelli delle velocità dei venti a lungo termine.

Quando Venus Express è arrivata sul pianeta nel 2006 la velocità media dei venti delle nubi più alte tra la latitudine di 50° su entrambi i lati dell’equatore avevano un senso orario e di 300 km/h. I risultati di due studi diversi hanno rivelato che questi venti erano già notevolmente rapidi e sono diventati più veloci, aumentando a 400 km/h nel corso della missione.

“”Questo è un enorme aumento della velocità del vento forte già noti in atmosfera. Una tale ampia variazione non era mai stata osservata prima su Venere, e ancora non conosciamo il motivo per cui questo è avvenuto” ha affermato Igor Khatuntsev dallo Space Research Institute di Mosca e autore capo del paper che è stato pubblicato su Icarus.

Il team del Dr. Khatuntsev ha determinato che le velocità del vento, misurando come le caratteristiche nelle immagini si muovono tra i frame: oltre 45 000 caratteristiche sono state accuratamente monitorate a mano più di 350 000 ulteriori caratteristiche sono state monitorate automaticamente utilizzando un programma per computer.

In uno studio complementare un team giapponese ha utilizzato un proprio metodo di guida delle nubi automatizzato per ricavare i movimenti delle nubi: i loro risultati sono stati pubblicati nel Journal Geophysical Research.

In cima a questo aumento a lungo termine della velocità media del vento, tuttavia, entrambi gli studi hanno anche rilevato variazioni regolari legate al tempo locale del giorno e dell’altitudine del Sole sopra l’orizzonte e al periodo di rotazione di Venere.
Una oscillazione regolare si verifica circa ogni 4,8 giorni in vicinanza dell’equatore e si pensa che sia legata alle onde atmosferiche a quote più basse.

Ma la ricerca ha anche svelato alcune curiosità difficili da spiegare. “La nostra analisi dei movimenti delle nubi a basse latitudini nell’emisfero sud hanno mostrato che nel corso dei sei anni di studio la velocità dei venti è cambiata fino a 70 km/h su un tempo scala di 255 giorni terrestri, un po’ più di un anno su Venere” ha affermato Toru Kouyama dell’Information Technology Research Institute a Ibaraki, in Giappone.

Fonte ESA: Fast Winds of Venus are getting faster.

Sabrina

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Sabrina

Ph Doctor in Astronomy (University of Padova, Italy). Translator of the Official Comic Book of the International Year of Astronomy 2009 (IYA2009), “The Lives of Galileo” by Fiami. Member of The Climate Summit Italia.
2013- Project GAPS (Global Architecture of Planetary Systems)-HARPS-N at INAF-Osservatorio Astronomico di Padova and Telescopio Nazionale Galileo (TNG)-Fundacion Galileo Galilei (La Palma, Canary Islands).

5 commenti su “Forti venti su Venere”

  1. Ciao Sabrina,

    eccellente articolo, come tuo solito!!

    Sono rimasto stupito dall’apprendere che vi siano variazioni così marcate dei fenomeni atmosferici su Venere. Questo è interessante; siamo abituati, chissà perché, a pensare ai pianeti del Sistema Solare come sempre uguali ed “immutabili”, al pari delle stelle fisse (che poi immutabili non sono nemmeno loro…), ed è una bella sorpresa poterne scoprirne la ‘personalità’ e i vari mutamenti. Altro bel regalo delle missioni spaziali odierne, direi!!

  2. Ciao Marco, grazie!!!

    Sono d’accordo: ci si muove dentro il sistema solare con sonde o con strumenti da terra, l’osservazione dei nostri vicini di casa è sempre sorprendente. Abbiamo capito che se vogliamo pensare ad un altro pianeta abitabile, Venere sicuramente non fa al caso nostro (anche per la sua temperatura, per la quantità di anidride carbonica e gas a noi non proprio respirabili, anzi pericolosi). A me piace pensare, come scrivi tu, alla molteplicità di caratteristiche dei pianeti. Non ce ne sono tanti nel nostro sistema solare, ma uno è diverso dall’altro… Non se ne trova uno identico o simile all’altro. Ora che stiamo studiando anche pianeti di altre stelle, la cosa diventa ancora più sorprendente… Proprio stamattina stavo lavorando sulla scoperta del primo esopianeta (quello attorno ad una pulsar) e tracciando una sorta di breve riassunto colpiscono le grandissime differenze di pianeti che ci sono solo nei dintorni del nostro Sole (al momento non siamo in grado di andare oltre con la strumentazione). Ovviamente questo articolo verrà pubblicato a breve! 🙂

    Chi diceva che il nostro sistema solare era stato tutto esplorato e non c’era più nulla da imparare, dovrà ricredersi. Pensa al solo fatto che ora possiamo dire di poter scrivere un po’ la storia di questi pianeti osservandoli per intervall di tempo di alcuni decenni… Di sorprese ne verranno ancora, non trovi, Marco? 🙂

    1. … Assolutamente sì! Di sonde sparse nel Sistema Solare, di rover sulle superfici dei pianeti, ne abbiamo diverse e ogni giorno arrivano a Terra informazioni sui posti più sperduti del nostro gruppo di pianeti.

      Molto intrigante vedere come … più scopriamo e più vediamo che c’è da scoprire, anche e soprattutto “dietro casa” (cosmicamente parlando) ! Ad esempio quante cose interessanti sappiamo ora su Marte; e pensare che tempo addietro – dopo le prime informazioni delle sonde che sfatavano il mito di un pianeta rigoglioso (e presumibilmente popolato) – c’era stato un considerevole calo di interesse e nessuno ci pensava più… E sono certo che Venere e gli altri non saranno da meno! Certo io studio le stelle per professione, ma la qualità dei dati e delle immagini provenienti dal Sistema Solare fanno voglia di diventare, almeno amatorialmente, tutti dei planetologi… 😉

      1. Ma sono convinta che con GAIA arriverai anche tu, caro Marco, a diventare un pochino planetologo, visto che tra i suoi obiettivi c’è anche la ricerca di esopianeti 🙂
        INCROCIAMO LE DITA !!! LA FINESTRA DI LANCIO E’ FISSATA e NON AGGIUNGO ALTRO !! 🙂

      2. Infatti.. la finestra di lancio è fissata, le cose procedono… stiamo tutti all’erta… non aggiungo niente altro nemmeno io!! 🙂

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