Ciao Pino

Uno dei commenti più limpidi e belli sulla recentissima scomparsa di Pino Daniele, a mio avviso, è quello del nostro Luca Parmitano su Twitter

Non c’è bisogno di spendere molte parole, il rischio della retorica è sempre alto in queste situazioni, proprio quelle in cui la evidenza forte della vita – e della sua fine terrena – impongono semmai una riflessione personale e un silenzio di meditazione. Però forse c’è spazio per un omaggio, per usare le parole al fine di dare un tributo. Ed è proprio Luca che mi consente un aggancio allo spazio, al cielo. Perché la musica è legata al cielo, comunque. E’ l’arte. E’ quello che ci fa alzare la testa, ci fa tornare a guardare le stelle.

Io sono proprio convinto che l’Italia, tra tutte le altre cose, è terra di musicisti. Oltre i vecchi steccati, le separazioni tra generi musicali, i talenti sono tanti e si allargano a discipline come la classica, il jazz, la musica popolare e contemporanea. Non sono assolutamente un esperto, per cui vi risparmio le disquisizioni teoriche, ma quello che c’è di più caro, di più intimo, che unisce tutti i nostri musicisti, che ci aiutano a guardare in alto, è questa cantabilità del tutto propria del nostro bellissimo paese. Il ritmo ce lo insegnano gli anglosassoni, magari (certe volte). Anche certe sperimentazioni. Ma la cantabilità, no: quella è nostra ed è anzi intimamente nostra. E’ qualcosa che passa attraverso Puccini, coinvolge i bellissimi dischi dell’ultimo Battisti, passa per delle dolcissime melodie di Mango, e naturalmente in tante stupende canzoni di Pino Daniele. E tantissimi altri.

Così ora, nel cielo, c’è più musica. E noi abbiamo, forse, un motivo in più per guardare in alto, per cercare la musica tra le stelle…

Ciao Pino, riposa in pace.

Pubblicato da

Marco Castellani

Ricercatore astronomo, appassionato di letteratura, musica, computer e programmazione. Marito, papà  di quattro. http://www.marcocastellani.me

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