Astrosamantha impara a volare

Allora come forse saprete, Samantha Cristoforetti, la nostra simpaticissima inviata sulla Stazione Spaziale Internazionale, ha scelto i Pink Floyd al posto di Vasco, per iniziare la giornata. La prima cosa che ho pensato, mi perdoni Vasco, ma è stato che donna

Perché insomma, ha anche mostrato carattere, nel rivendicare una sua scelta. E poi – lo ammetto – ne sono entusiasta anche e soprattutto perché la scelta è andata su una canzone che secondo me è oggettivamente straordinaria. Eh beh. Learning to Fly è trascinante, stupenda. Mette allegria questa chitarra che entra, da subito, tenacemente sognante… I primi accordi già sembra che ti tirino in alto, ti invitino a lasciare i tuoi crucci, almeno per un po’, e ad osservare le cose da un’altra visuale: una visuale ampia, ariosa.

Non c’è da fare i sofisti. I Pink Floyd, anche  senza Roger Waters (ahi ahi doloroso capitolo, per me), qui appaiono davvero in stato di grazia: a state of bliss, come dicono anche loro.

There’s no sensation to compare with this
Suspended animation, A state of bliss
Can’t keep my mind from the circling skies
Tongue-tied and twisted just an earth-bound misfit, I…

Deve essere bellissimo ascoltare queste note da lassù, dalla Stazione Spaziale Internazionale. Con la Terra che fa capolino dalla finestra. E’ giusta questa canzone, è propulsiva, è ottimistica senza essere fatua. E’ che dobbiamo sempre ricominciare, siamo sempre qui su questo pianeta stupendo per imparare a volare.

Non me ne vogliano i fan di Vasco (per certe canzoni, dopotutto, lo sono anch’io). Non che la canzone di Vasco non sia interessante, ma da come la vedo io, è più “normale”. Possiamo ammetterlo, Dillo alla luna è gradevole. Si può ascoltare, certo.

Ma ragazzi: non decolla come Learning to Fly. 

“Can’t keep my mind from the circling sky…”

Ecco. Una meravigliosa dichiarazione di impotenza. Alla fine ancora succede: alla fine vince lo stupore. Non riesco a distogliere la mente dai cieli che girano intorno

Neanche noi. E se lo facciamo, quando lo facciamo, abbiamo comunque sempre una possibilità. Tornare al circling sky, alla sua meraviglia.

Grazie Samantha, che ce lo hai ricordato.

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Autore: Marco Castellani

Ricercatore astronomo, appassionato di letteratura, musica, computer e programmazione. Marito, papà  di quattro. http://www.marcocastellani.it