Un buio che illumina: la notte europa della ricerca 2015       

Si capisce, ormai ci avviamo verso la stagione autunnale, e le giornate  si accorciano. La notte si allarga a reclamare il suo spazio, rosicchiando giorno per giorno qualche minuto in più. Il ciclo delle stagioni è questo, lo sappiamo bene. Ed è saggio accoglierlo, ascoltare anche la notte, quello che di rigenerante contiene: accogliere la parte oscura, accettare l’ombra, la notte, è il segno di una crescita in atto, in una integrazione sempre più profonda di un mondo interno ed un mondo esterno che intessono una comunicazione sottile, in un gioco inesausto di rimandi e di messaggi.

La notte, è ben noto, può custodire dei tesori, delle occasioni preziose, anche per chi ha un animo sempre desideroso di imparare, e soprattutto di stupirsi, di potersi stupire di fronte allo spettacolo meraviglioso del mondo.

Ed ecco una preziosa opportunità, la Notte Europea dei Ricercatori, organizzato da Frascati Scienza. Come ogni anno, da diversi anni a questa parte, abbiamo l’opportunità di toccare con mano il mestiere della ricerca, sperimentare in qualche modo il medesimo entusiasmo.

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Avvicinare, insomma, il ricercatore alle persone “comuni”, per scoprire alla fine che chi si occupa di scienza è prima di tutto, come sempre qui poniamo in evidenza, una persona a tutto tondo. Un essere umano, con entusiasmi, debolezze, problemi, difficoltà. Uno come noi, potremmo dire, con la curiosità di affacciarsi sul mistero che ancora è costituito dal mondo fisico, e cercare, pazientemente, quel filo rosso che sempre percorre e garantisce la traiettoria di intelligibilità del reale.

 Quest’anno il tema della manifestazione, giunta alla sua decima edizione, è la “Sostenibilità”. Un tema indubbiamente vasto ed impegnativo, che sottende un arco molto ampio e interdisciplinare. Una sorta di arcobaleno teso su tematiche che spaziano dall’economia alla politica, all’ambiente, alla società.

 Al progetto della Notte dei Ricercatori, finanziato dalla Commissione Europea, che fino allo scorso anno coinvolgeva le sedi di Roma e di Frascati, si sono aggiunte quest’anno quelle di Trieste, Bologna, Milano, Ferrara, Catania, Bari, Cagliari, Pavia, e Pisa. Una aggiunta rilevante, come potete vedere.

 In questo modo è davvero l’intero paese che – in un certo senso – partecipa a questo lodevole sforzo per far planare la scienza “alta” dentro la vita ordiaria, per farle riprendere lo spazio che ha sempre avuto, storicamente, e che solo nel periodo moderno ha in parte abbandonato. Se questo però è stato segno contraddittorio degli ultimi decenni – anche a motivo di una inevitabile incremento della complessità intrinseca in gran parte delle discipline – diverse ragioni inducono ora ad un ragionevole ottimismo. L’interesse per la scienza, per l’indagine del mondo, è inestirpabile dal cuore umano, e proprio la tecnica moderna, con la rete di comunicazione globale, si sta dimostrando alleato capace ed affidabile per questa sana curiosità. La diffusione in tempo reale delle immagini legate alle imprese spaziali più recenti e “clamorose” (come l’arrivo di Rosetta alla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, oppure l’arrivo di New Horizon a Plutone) riprese e diffuse sui social media con grande eco e rilevanza, è appena un esempio.

Iniziative come La notte dei ricercatori tuttavia compiono un salto ulteriore, sanando anche quella parte di distacco, quelal residua estraneità, che spesso segna il mondo virtuale. Mettendo davvero a contatto l’umanità impegnata in ricerca, che è sempre e comunque una ricerca di senso: ovvero, tutta l’umanità autentica.

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Autore: Marco Castellani

Ricercatore astronomo, appassionato di letteratura, musica, computer e programmazione. Marito, papà  di quattro. http://www.marcocastellani.it