Solcando le acque, guardando le stelle…

Ci siamo, ormai ci siamo. Sta per iniziare la terza edizione di Astrofisica su Mediterranea, questa avventura veramente sui generis dove accade una piccola e preziosa meraviglia: accade che cinque meritevoli studenti di fisica e astronomia si trovino in barca per una settimana in compagnia di un tutor … in una avventura dove la navigazione dei cieli si trova affiancata e corroborata dalla navigazione vera e propria.  A suggellare un percorso di scoperta che poi, storicamente, si è sempre mosso in maniera parallela: l’uomo scopre il mondo e scopre l’universo, in un unico movimento di inarrestabile curiosità, di irresistibile voglia di comprendere.

Capire sé stessi e il proprio posto nel cosmo, il proprio specifico ruolo: cose che sono sempre state inscindibili, nel loro aspetto più profondo ed autentico.

Quando su Mediterranea si fa astrofisica… 

Chi scrive ha avuto (come forse saprete) il privilegio di essere selezionato come tutor ufficiale dell’Istituto Nazionale di Astrofisica per le due passate edizioni (e a Dio piacendo – o all’Universo, se più vi aggrada – sta per prendere parte alla terza), che sono state davvero ricche e preziose occasioni per un incontro e – ciò che è più bello e significativo – una crescita innanzitutto umana, come abbiamo avuto occasione di documentare anche su questo sito.

Dal punto di vista geografico, la nostra settimana a bordo di Mediterranea sarà, questa volta, una settimana di navigazione intorno alla splendida isola di Favignana (Sicilia).

Nel contempo verrà svolto, giorno per giorno, un crash course astronomico che prenderà le mosse dal Sistema Solare, si sposterà poi sugli strumenti di osservazione astronomica dallo spazio, planerà in seguito sui fondamenti dell’evoluzione stellare, per poi riprendere il volo verso i modelli di universo e di formazione delle strutture cosmiche, ed infine terminare (per quel tocco di necessaria concretezza che non vogliamo farci mancare…) sull’analisi in dettaglio di una moderna missione spaziale (GAIA).

Questo in estrema sintesi il nucleo dell’attività didattica, orientato a fornire ai ragazzi una panoramica veloce ma completa e rigorosa dello scenario contemporaneo della ricerca astronomica.

Non potranno però nemmeno mancare gli accenni a quello che mi piace definire globalmente Spazio 2017, ovvero le scoperte più attuali: come potete supporre, gli esopianeti e le onde gravitazionali saranno il focus principale di questa  interessante appendice. Ma non basta: sono periodi interessanti per l’astronomia! Dovremo infatti certamente celebrare anche la gloriosa Voyager 1, che – ormai fuori dal Sistema Solare – sta per compiere 40 anni di onorato servizio, nonché parlare della sonda Cassini, che dopo averci regalato meravigliose foto di Saturno e dell’ambiente degli anelli, si sta apprestando a… divenire parte del pianeta stesso!

Insomma i temi “caldi” non mancano, assieme ad uno zoccolo duro di informazioni d’astronomia “basilare”, sempre però declinato in modo da favorire la riflessione e il ragionamento libero e personale, stimolato dal contatto con chi fa della ricerca scientifica la sua professione. Cosa certamente non secondaria per questa iniziativa, dove la presenza costante di un tutor che condivide una intera settimana di vita e navigazione, favorisce naturalmente il dialogo e l’approfondimento dei temi svolti. Temi, peraltro, che ben si prestano ad essere ampliati verso tematiche anche più filosofiche o di rilevanza sociali (quanto è importante la collaborazione in un progetto scientifico? Quanti universi esistono? Cosa possiamo dire del Big Bang? Cosa imparare dagli errori anche clamorosi come quello delle ottiche del “primo” Hubble? E così via…). Tutto per favorire quella crescita umana che è ormai requisito indispensabile per avviarsi ad essere un valido scienziato, o comunque una persona che vuole stare nell’universo con una consapevolezza ben sviluppata ed educata.

Nella mia esperienza trattengo con vera gratitudine certi preziosi dialoghi avuti con i ragazzi delle precedenti edizioni, ma anche con il capitano e scrittore Simone Perotti e gli altri membri dell’equipaggio. Per questo, per questa trasmissione del sapere che avviene – grazie al cielo – in modo esperienziale e non solo astrattamente nozionistico, oso dire che Astrofisica su Mediterranea è una possibilità di formazione scientifica ed umana veramente unica e preziosa. Che spero di cuore che possa continuare, anche negli anni a venire. Chiunque sia il tutor, ovviamente!

Ecco la locandina dell’evento di Favignana, vi aspettiamo sabato 9 settembre!

Questa  terza edizione si impreziosisce infine di un evento di divulgazione a Favignana, il giorno sabato 9 settembre, dunque poco prima di terminare l’avventura, aperto al pubblico. Sarà una occasione – oltre che per raccontarvi di Mediterranea – per parlare di scienza in modo che certamente risulterà frizzante e coinvolgente: se avete la possibilità e la fortuna di passare da quelle parti, vi aspetto per parlarvi e conoscervi di persona: dopotutto, Astrofisica su Mediterranea è appena questo, è questione di incontri, di condivisione, di vita insieme. E di scienza, declinata nel suo autentico aspetto di disciplina veramente umana e coinvolgente. Come deve essere, sempre di più.

Pubblicato da

Marco Castellani

Ricercatore astronomo, appassionato di letteratura, musica, computer e programmazione. Marito, papà  di quattro. http://www.marcocastellani.me

2 pensieri su “Solcando le acque, guardando le stelle…”

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