Cassini, un minuto in sala controllo

E’ sempre bello – e forse ci hanno troppo poco abituati a questa bellezza – leggere la scienza seguendo il filo rosso dell’umanità degli scienziati che la fanno. Allora l’impresa scientifica, potremmo dire, perde molto della sua supposta freddezza e ritorna immediatamente una avventura propriamente viva, pulsante, palpitante.

D’accordo. La scienza si compone certo di raccolte di dati ed analisi rigorose e pazienti, ma non è tutto qui. Non è mai stato tutto qui. La spinta a conoscere e capire è una spinta anche emotiva che sorge dalle profondità dell’animo umano, e non è appena una fredda istanza di sistemazione e catalogazione del reale (senza scomodare qui la fisica quantistica, che ci ha mostrato al di là di ogni dubbio, come osservare un sistema senza farsi coinvolgere in esso sia un atto di per sé impossibile, oltre che opinabile).

Per questo vogliamo ritornare sull’epopea della sonda Cassini, appena conclusa nel suo “Gran Finale” (il tuffo nel pianeta Saturno) proponendo un video che mostra gli ultimi istanti della sonda vissuti dalla sala di controllo della NASA.

Come ha detto Thomas Zurbuchen (NASA),

“Questo è il capitolo finale di una missione fantastica, ma è anche un nuovo inizio. La scoperta fatta da Cassini di mondi oceanici su Titano ed Encelado ha cambiato ogni cosa, scuotendo le nostre opinioni alla radice riguardo luoghi sorprendenti per cercare le possibilità della vita al di là della Terra”

E’ innegabile che questo ci possa coinvolgere, come ha coinvolto le persone che per anni si sono dedicate alla cura della sonda, si sono introdotte nel percorso di Cassini e ne hanno condiviso in tempo reale le scoperte e le difficoltà.

Quel che è interessante, sotto l’aspetto più squisitamente scientifico, è che la sonda ha effettivamente continuato a mandare dati a Terra anche nella sua discesa finale verso il pianeta, e questi dati assai preziosi – ed evidentemente unici – saranno analizzati con cura nelle prossime settimane. Saranno di importanza rilevante per comprendere i processi che accadono nell’atmosfera del pianeta, e ci aspettiamo che ci forniscano importanti dati riguardo la formazione e l’evoluzione di Saturno stesso.

Cassini è qui, potremmo dire! L’ellisse indica la posizione sul pianeta Saturno dove la sonda si è tuffata nell’atmosfera del pianeta, da dati visuali ed in banda infrarossa, sempre di Cassini. Crediti: NASA/JPL-Caltech/University of Arizona

Una storia che continua, oggi più che mai. Ricordiamoci infatti che sebbene Cassini ci abbia appena salutato, la grandissima mole di dati che ci ha consegnato nel tempo della sua missione terrà occupati gli scienziati ancora per molti anni.

La storia di scoperte che ci ha regalato Cassini, in altre parole, non è affatto conclusa. Anzi, è appena iniziata.

Pubblicato da

Marco Castellani

Ricercatore astronomo, appassionato di letteratura, musica, computer e programmazione. Marito, papà  di quattro.
http://www.marcocastellani.me

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