Quel buco nella Luna…

La celebre “Base Alpha” di televisiva memoria…

Qualcuno se la ricorderà, o ne avrà sentito parlare: la base lunare Alpha, un insediamento scientifico umano costruito sul suolo lunare. No, non (ancora) nella realtà, ma nella celeberrima serie televisiva Spazio 1999. Per quanto sia una ipotesi suggestiva e ricorrente, questa della edificazione di una colonia lunare, forse non è però l’ipotesi più semplice, al fine di colonizzare il nostro unico satellite naturale.

Potremmo mai formare delle colonie, ad esempio, sotto la superficie lunare? 

Beh, questa è una ipotesi assai meno peregrina di quanto possa sembrare. O almeno, lo è dal 2009, da quando la sonda giapponese SELENE ci ha mostrato un vero e proprio buco al di sotto della regione delle Marius Hills, per la precisione. Osservazioni successive di questo curioso buco, ottenute dal Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) ci hanno poi mostrato come questa cavità si estenda in profondità per quasi cento metri, ed sia anche molto, molto ampia: parliamo probabilmente di diverse centinaia di metri.

L’immagine è stata acquisita dal Lunar Orbiter 2 ormai negli anni ’60, mentre l’inserto di sinistra si riferisce proprio al buco della Marius Hills, ed è opera di LRO (Crediti: NASA)

E non è tutto qui. Eh no, perché SELENE ha continuato ad investigare, naturalmente: in particolare gli echi delle onde radar che ha inviato sotto la superficie, hanno mostrato una serie di risonanze secondarie molto interessanti, che fanno pensare a delle cavità ben più estese: potrebbero estendersi per chilometri, ampie abbastanza per ospitare intere città.

Questi tubi di lava (quali in effetti sono) potrebbero dunque verosimilmente candidarsi ad ospitare una futura colonia lunare, proteggendola dalle ampie fluttuazioni di temperatura della superficie, da impatti di micrometeoriti, e dalla radiazione solare, che – a differenza di quanto accade sulla Terra – non è schermata da alcuno strato di atmosfera. Teoricamente, si potrebbe anche andare oltre, ragionando su di un modo di sigillare queste cavità, insufflandole poi di aria respirabile.

Insomma, ci troviamo a disposizione un ambiente molto meno inospitale di quanto potrebbe essere la superficie. La colonizzazione lunare, in pratica, potrebbe partire dal basso. E anche, da molto in basso.

A che si deve tutto questo? Beh, questi interessantissimi tubi di lava si formarono ormai miliardi di anni fa, in una fase ormai completamente conclusa, quando la luna era molto attiva vulcanicamente. Ma solo adesso, con i nostri moderni strumenti, ci accorgiamo di come sono veramente estesi, e anche della possibilità che possano venire sfruttati per rendere la luna meno “inospitale”.

Se vogliamo, un piccolo passetto avanti, dopo tanti altri che si stanno facendo ora, per farci avvertire un universo complessivamente più disponibile ed aperto (ad ogni scala di distanza), verso la nostra indagine, verso la nostra stessa presenza.

Qualcosa probabilmente da trattenere, anche prima di ogni ricaduta pratica.

Pubblicato da

Marco Castellani

Ricercatore astronomo, appassionato di letteratura, musica, computer e programmazione. Marito, papà  di quattro.
http://www.marcocastellani.me

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